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LETTERA
Costi troppo alti? Iniziamo a decurtare gli stipendi di ministri e dirigenti
Gaetano Di Pasqua
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Il ministro per l'istruzione Gelmini ha ragione, i costi sono troppo alti ma l'istruzione è un diritto di tutti i cittadini residenti in Italia ed è obbligo dello Stato garantire l'istruzione. Quindi cominciamo a tagliare. Tagliare totalmente i costi delle scuole private; tagli agli esorbitanti stipendi e agevolazioni dei ministri e i vari gestori della pubblica amministrazione; tagliare le mega-liquidazioni e l'obbligo tassativo che siano tutti laureati in didattica e non eletti politici; tagli agli stipendi eccessivi ai direttori e amministratori della pubblica istruzione e che il loro stipendio e liquidazione non superi il doppio del minimo di un professore; tagliare gli inutili passaggi del materiale didattico, passare direttamente dall'editore e produttore agli enti pubblici, scuola, biblioteche e comuni, perché sono loro i più diretti all'istruzione. No, invece, a tagliare i già minimi stipendi dei professori e del personale, no ai tagli di professori e personale, no ai tagli a servizi già ai minimi necessari. La maggioranza degli italiani pensa che il primo taglio dovrebbe essere il ministro alla pubblica istruzione, perché dovrebbe essere ministro per merito e non per scelte politiche. La scuola è di tutti e non ha colore è un diritto sancito della Costituzione, articoli 33 e 34. Provate a pensare di risparmiare anche solo il 15% dei vari passaggi di tutti i libri quaderni e matite in tutta Italia, quanti milioni di euro si possono risparmiare?
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