Sicurezza
«Mio figlio e altri 20 bambini fuori dalla materna»
F.A.
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La materna La Balena Protesta a La Balena, dove non parte ancora una delle 5 sezioni statali accordate a Pistoia
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PISTOIA. Attesa per alcune decine di famiglie rassicurate sulla certezza che i loro figli saranno inseriti alla materna, ma che ad oggi non sono ancora potuti entrare nella classe promessa. Si tratta delle cinque sezioni, distribuite in vari plessi, che la Regione ha concesso al comune di Pistoia per consentire che tutti i piccoli dai 3 ai 6 anni potessero trovare un posto in una scuola dell'infanzia. Lista d'attesa zero, almeno nelle intenzioni, ma per adesso i bimbi devono attendere: forse qualche giorno, probabilmente i primi di ottobre. E' il caso della materna La Balena di via Bassa della Vergine, dove una mamma protesta vivacemente e ieri mattina è stata per molte ore davanti ai cancelli della scuola. «Una ventina di bambini sono a casa, fra cui mio figlio - dice Donella Fabbri - L'anno scorso ho chiesto di entrare nella sezione comunale della Balena e avevo tutti i requisiti per ottenere un punteggio alto: sono orfana di entrambi i genitori e ho un'attività che mi assorbe tutta la giornata. Invece, non solo sono rimasta fuori dalla comunale, ma devo aspettare anche per la sezione statale perché ancora non è stata aperta. Nessuno mi sa dare spiegazioni e, soprattutto, tempi certi». Alla Balena la sezione comunale è al piano di sotto, mentre quella nuova - accordata dalla Regione ma che sarà gestita dall'istituto comprensivo Raffaello in quanto statale, dovrà aprire al piano superiore. «Quella della Balena è una delle sezioni accordate a Pistoia e finanziate dalla Regione per coprire il fabbisogno dei bambini di materna - spiega l'assessore all'istuzione Mario Tuci - L'anno scorso furono 3, quest'anno 5. Lo scorso anno furono aperte a novembre, so che quest'anno invece è questione di pochi giorni. Quindi c'è un progresso, i disagi dei genitori sono più che comprensibili ma credo vada dato atto alla Regione che è riuscita ad assicurare un servizio. I tempi adesso dipendono dagli uffici statali, le procedure a questo punto non riguardano più il Comune».
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