Il Tirreno

Pistoia

La fontana? Dono della Fondazione

Marta Quilici
Sabrina Sergio Gori e il vicepresidente della Fondazione Giuliano Gori
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Sabrina Sergio Gori e il vicepresidente della Fondazione Giuliano Gori

«Se l'avessimo rifiutato non ci avrebbe certo dato l'equivalente in denaro»

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 QUARRATA. «La Fondazione Caripit ci ha chiesto se volevamo ospitare sul nostro territorio un'opera d'arte di grande valore, la Fontana di Buren. Rifiutarla sarebbe stato rinunciare a un'opportunità unica, sia (e soprattutto) per il valore artistico dell'opera, sia volendo guardare per forza al soldo».  Ovvero, specifica il sindaco Sabrina Sergio Gori «per il suo effettivo valore economico che entrerà a far parte del patrimonio comunale e quindi pubblico».  Dopo le polemiche che si sono susseguite nei giorni scorsi intorno alla fontana di Buren, il sindaco ha deciso di rispondere alle tante accuse, spiegando ciò che ha spinto l'amministrazione ad ospitare nel giardino della Màgia l'opera d'arte.  Molti hanno detto che i soldi impiegati (centinaia di migliaia di euro) avrebbero potuto essere spesi in altro modo. Ma la Fondazione avrebbe finanziato l'estensione dell'acquedotto o il rifacimento di una strada?  «No - spiega il sindaco - Ma in questo caso il discorso è ancora diverso. La Fondazione non ci ha offerto un finanziamento. La Fondazione, e per questo le siamo riconoscenti, ci ha offerto la Fontana. Il Comune non ha visto, né vedrà, neanche un euro di quelli impiegati dalla Fondazione per la realizzazione dell'opera. E dalle casse del Comune non uscirà niente. È forviante ed errata l'idea che con i soldi della fontana l'amministrazione avrebbe potuto finanziare altro. Non è così».  E aggiunge: «Ma a parte queste precisazioni, la nostra amministrazione è convinta che investire nell'arte e nella Màgia sia importante, anche per rilanciare il nostro territorio e per dare un'identità alla città. Questo non vuol dire che non si investa anche in altri ambiti: nel sociale, nella scuola, ecc. Ringrazio la Fondazione Caripit che ha creduto nel progetto di arte contemporanea e che dal 2005 al 2009 ha investito nel nostro territorio un milione e 300mila euro non solo in arte: nella cifra rientrano anche i mezzi di trasporto per disabili, il parco per bambini alla Màgia, sostegni alle scuole, eccetera».  Per quanto riguarda la Màgia? «Gli investimenti sulla Villa, da quando pochi anni fa l'amministrazione ha deciso di acquistarla e farla diventare patrimonio pubblico, non sono stati pochi - spiega il sindaco - perché sono investimenti fatti in un primo momento per renderla fruibile e utile alla comunità, e che poi ritorneranno alla comunità: di ville medicee in zona ce n'è tante. Per rendere la Màgia più appetibile, dovevamo investirci e l'arte contemporanea ci è sembrato un buon veicolo, anche se non il solo. I risultati si iniziano a vedere: nel 2009 sono stati 271, i visitatori paganti della Villa; nel 2010 (fino ad agosto) i paganti sono stati già 612. Senza contare i non paganti. Di pochi giorni fa la richiesta di un pullman che verrà da Roma. Stando ai dati del turismo a Pistoia di quest'estate, il Montalbano è stata l'unica zona in crescita».  Ma la Màgia è anche un mezzo per rilanciare tutto il territorio. «Il progetto "Abitare l'arte" del Piuss - spiega - è un esempio di come la Màgia potrà servire da tramite per rilanciare l'economia e le eccellenze del territorio. L'incoming di novembre organizzato da Pmi (Promozione mobile imbottito) e dal tavolo tecnico sul mobile ne è un altro esempio».

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