Sicurezza
LAzienda sanitaria mette in guardia le persone allergiche, possibili rischi fino a metà ottobre
Arriva l'autunno ma è ancora allarme pollini
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Un medico allergologo sottopone ai test un giovane paziente 2 MINUTI DI LETTURA
PISTOIA. Nelle ultime settimane le temperature si sono abbassate ma la stagione dei pollini non è ancora terminata e, secondo gli esperti, questa situazione potrebbe protrarsi anche fino a metà ottobre. Le rilevazioni polliniche dell'Arpat, infatti, hanno evidenziato concentrazioni medio alte di pollini di urticacee (parietaria o erba vetriola) che possono causare sintomatologia oculorinitica e asmatica nei soggetti allergici a tali pollini. L'allergologo dell'Asl 3, Franco Vannucci, consiglia per tali soggetti di proseguire la terapia farmacologica concordata con il medico curante o lo specialista, mentre a chi ha tali sintomi per la prima volta si consiglia di sottoporsi a visita allergologica (che può essere effettuata, nella zona-distretto pistoiese, presso il reparto di Pneumologia dell'ospedale di Pistoia, o, nella Valdinievole, presso l'apposito ambulatorio di Allergologia all'interno dell'ospedale di Pescia). A tale proposito, l'Azienda sanitaria ricorda che per effettuare la visita allergologica è necessaria la prescrizione del medico di famiglia, nonché la prenotazione al Cup. Per gli allergici, però, le precauzioni non finiscono qui, perché anche con il diminuire dei pollini, nella stagione autunnale i rischi continuano all'interno delle abitazioni, a causa degli acari della polvere e dei derivati epidermici degli animali domestici. Nella polvere di casa, infatti, vi sono numerose componenti pericolose, quali funghi, residui alimentari, granuli di pollini, forfore di animali, insetti (ad esempio scarafaggi), acari. Sono proprio gli acari, presenti in tutte le case, i maggior responsabili dei sintomi allergici (rinite, congiuntivite, tosse, asma, dermatite, prurito) nei soggetti geneticamente predisposti e sensibili a tali allergeni. Anche in questi casi può essere opportuna un'adeguata terapia farmacologica, per ridurre o eliminare i sintomi allergici (come rinite, tosse, asma, lacrimazione, eccetera), che deve essere prescritta dal proprio medico di famiglia oppure dallo specialista allergologo, naturalmente dopo un corretto inquadramento diagnostico con prove allergologiche cutanee. In molti casi si può ricorrere anche alla vaccinoterapia. «Si tratta di una terapia importante - spiega lo specialista Franco Vannucci - che può migliorare la situazione, anche in combinazione con altre terapie: la vaccinazione sublinguale per i singoli allergeni, ad esempio per acaro, non si sostituisce, infatti, alla terapia farmacologica tradizionale ma permette nel tempo di modificare la reattività del soggetto allergico, migliorando la sua qualità di vita, riducendo il consumo di farmaci e rallentando la marcia allergica (cioè la progressione dei sintomi)».
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