Il Tirreno

Pistoia

«Buste più care, ma si risparmia a monte»

Antonio Sessa
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Antonio Sessa

Comune e Legambiente sollecitano la grande distribuzione

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PISTOIA. Le borse biodegradabili costano in media 1-2 centesimi in più di quelle in plastica ma sono anche molto meno inquinanti. Basti pensare che per produrre 100 sacchetti di plastica sono necessari 10 chili di petrolio. Per produrne altrettante biodegradabili bastano invece mezzo chilo di mais e 1 chilo d'olio di girasole.  Legambiente nazionale ha promosso una raccolta firme per dire no alle buste in plastica, ma la sezione di Pistoia è già oltre: «Non abbiamo promosso nessuna raccolta firme - afferma Antonio Sessa, presidente Legambiente Pistoia - E il motivo è semplice: già da tre anni, insieme al Wwf, abbiamo contattato le grandi catene di distribuzione invitandole a promuovere politiche di diminuzione dei rifiuti. E la risposta ottenuta è positiva, grazie anche all'appoggio del Comune: alcuni supermercati hanno già smesso di vendere le buste in plastica, altri ancora utilizzano distributori automatici per prodotti sfusi come il detersivo».

In Italia si consumano circa 20 miliardi di sacchetti di plastica ogni anno. Ci vogliono 400 anni prima che una singola busta venga completamente smaltita.  «E' vero che gli shopper biodegradabili sono più leggeri e si rompono più facilmente - afferma Sessa - Ma le nostre discariche sono piene di plastica e dobbiamo cominciare a pensare al nostro futuro e alla nostra salute».  Legambiente spera soprattutto che da parte del governo non ci siano ulteriori proroghe al bando dei sacchetti in plastica. Nel frattempo l'associazione ambientalista ha preparato un'ordinanza modello che i Comuni italiani possono adottare per vietare la commercializzazione degli shopper in plastica: per i trasgressori è prevista una sanzione da un minimo di 25 a un massimo di 500 euro.

Nessuna ordinanza. Da Palazzo di Giano non arriveranno ordinanze per vietare l'utilizzo delle buste della spesa in plastica, tantomeno sono previste multe per chi fosse sorpreso a venderle. «Chiediamo il rispetto della direttiva europea che da gennaio 2011 vieta la vendita delle borse in plastica - afferma l'assessore all'ambiente Mario Tuci - Già dall'anno scorso abbiamo avviato un percorso di confronto con la grande distribuzione per cercare di diminuire la quantità di rifiuti: la lotta contro la commercializzazione delle buste in plastica fa parte di una strategia politica più ampia. E' positivo ad esempio che alcuni supermercati di piccole-medie dimensioni abbiano installato distributori automatici per erogare prodotti alla spina».  L'abbattimento dell'utilizzo della plastica passa anche attraverso la decisione dell'amministrazione di installare tre fontanelle di acqua pubblica a Monteoliveto, Sant'Agostino e in via Pordoi: «Un progetto con una doppia valenza - ricorda Tuci - Le fontane consentono di rifornirsi di acqua non imbottigliata e dunque di risparmiare sulla quantità di plastica».

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