Sicurezza
Vecchie lastre di amianto abbandonate per strada Allarme del sindaco
«Un problema costante e con dei picchi periodici» Discariche abusive in campagna e nella zona industriale
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AGLIANA. Non è difficile vedere vecchie lastre d'amianto lasciate ai bordi delle strade aglianesi. Il malcostume, o per meglio dire il reato, è ormai un problema che dura da anni. Il caso di via Gino Cecchi, all'incrocio con via Casello, nella zona industriale di San Niccolò, non è altro che l'ennesimo episodio di un copione già visto: lastre di eternit, potenzialmente nocive, abbandonate nelle zone più periferiche. Succede soprattutto nelle aree sperse tra i campi e, appunto, in quelle industriali, dove è più semplice scaricare i pezzi di copertura senza attirare troppo l'attenzione. «E' un fenomeno frequente - spiega il sindaco Eleanna Ciampolini - La situazione è sotto gli occhi di tutti. Si tratta di un problema costante e periodico. Ci sono, infatti, dei momenti in cui si registrano più abbandoni e altri, invece, di calma». Lo strumento per combatterlo? «Sarebbe il controllo del territorio, ma ovviamente è impossibile coprirlo tutto». Le cose quindi restano, col passare del tempo, tali e quali. I primi ad accorgersi di questi rifiuti sono gli stessi operatori del Cis nei loro giri abituali per lo svuotamento dei cassonetti. Non mancano però le segnalazioni dei cittadini sui tetti d'amianto abbandonati: telefonate che arrivano sia al consorzio, incaricato dello smaltimento, che al Comune d'Agliana. Chiamano soprattutto i residenti della zona, vicini alle piccole discariche a cielo aperto. «Il problema - continua Ciampolini - sono i tempi, una difficoltà che dev'essere chiara a tutti. Per trattare questi materiali serve una procedura autorizzativa con un personale specializzato che se ne occupi». Ovvero, non è come ritirare poltrone vecchie e reti da letto ormai da buttare scaricate accanto ai cassonetti per l'organico o per il vetro. Non si tratta di rifiuti ingombranti. Le lastre lasciate a San Niccolò sono ferme lì, a pochi metri dalla campana blu e vicine al marciapiede, da almeno dieci giorni. Scardinare queste coperture senza le attenzioni dovute ne amplifica anche la pericolosità. Inoltre innesca un meccanismo costoso perché, a quel punto, qualcun altro deve intervenire al posto del privato. Dal responsabile del Cis, Graziano Tesi, arriva un barlume di luce: «Ci sono anche molti che usano la procedura». Lo stoccaggio e lo smaltimento del materiale cemento-amianto, secondo la procedura appunto, è gratuito. Va detto però che il servizio a carico del consorzio è rivolto soltanto alle abitazioni. Rimozione e trasporto poi, con tutti i crismi dettati dall'Asl, spettano invece al cittadino. Molti, come si vede girando per le strade aglianesi o attraversando in questi giorni l'incrocio di via Casello, prendono la scorciatoia dell'abbandono.
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