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FONDAZIONE CARIPT
La destinazione delle risorse è sul sito web
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Ancora una volta, un intervento della Fondazione con un'istallazione d'arte contemporanea (la scultura- fontana di Daniel Buren) nell'ambito della Villa La Màgia, ha suscitato aspre critiche da parte di alcuni cittadini ed esponenti politici. La scelta di collocare in quel magnifico contesto alcune installazioni di arte contemporanea, è una scelta dell'amministrazione comunale che data ormai da qualche anno ed ha già trovato alcune importanti realizzazioni. Si tratta di un ambizioso progetto pluriennale, sottoposto alla Fondazione e che questa ha ritenuto di condividere, convinta in tal modo di concorrere a valorizzare l'immagine di Quarrata e migliorare l'attrattiva turistica del territorio. L'operazione può non esser condivisa, ma ha una sua forte motivazione; e comunque, per quanto riguarda la comunità quarratina, va discussa nelle sedi opportune. Il secondo punto concerne la scultura-fontana in discussione. Daniel Buren è uno dei massimi artisti contemporanei a livello mondiale: non è difficile documentarsi al riguardo. Il giudizio estetico sull'opera è quanto meno prematuro ed è naturalmente opinabile. Tuttavia il riconoscimento universale goduto dall'autore, attribuisce di per sé all'opera un significativo valore culturale e patrimoniale. La scelta del sito è avvenuta di concerto fra amministrazione, fondazione e artista, venuto appositamente a Quarrata per ottenere il miglior connubio fra l'ambiente naturale e l'opera ad esso destinata. È un'opera fortemente pensata e strutturata che ha richiesto un grande impegno per la scelta dei materiali e delle soluzione tecniche necessarie ad una perfetta realizzazione; e comporterà una spesa, a carico della Fondazione, certamente elevata, intorno a 400.000 euro salvo consuntivo. Questo aspetto porta al terzo ordine di critiche, piuttosto facili e al limite un po' demagogiche, centrate sulle preferibili destinazioni alternative che potevano avere le risorse finanziarie assorbite dall'opera, tenuto conto delle esigenze e dei disagi provocati dalla crisi. L'argomento è di facile presa, ma esso vale per qualunque impiego discrezionale di risorse non destinato alle suddette esigenze. Potrei spiegare che la gestazione del progetto di Daniel Buren risale ad alcuni anni addietro, quando la crisi non c'era (eppure qualche bisognoso c'era anche allora!), ma non voglio eludere il problema. Come la Fondazione destina le proprie risorse, risulta con chiarezza dai bilanci annuali, consultabili sul sito web, illustrati ogni anno in un'apposita assemblea pubblica aperta a tutti, o inviati a chiunque ne faccia richiesta. Nel bilancio di missione sono fra l'altro indicati "tutti" gli interventi deliberati, con indicazione del destinatario, dell'importo e del contenuto. Da lì si potrebbe vedere, ad esempio, che la Fondazione, nel territorio di Quarrata, ha finanziato dal 2005 al 2009, diciotto progetti per un importo complessivo di quasi 1.300.000 euro, di cui oltre un milione destinati ad attività sociali e di volontariato, per il servizio alle persone e ai loro bisogni; e prima del 2005, solo per l'amministrazione comunale, altri dodici progetti per oltre 400.000 euro. La Fondazione partecipa ed è disposta a partecipare in futuro alle iniziative di sostegno a favore delle persone e delle famiglie più colpite dalla crisi; ma non ha gli strumenti né le informazioni per farlo da sola direttamente in via autonoma; senza dire che, per legge e per statuto, non può fare erogazioni a favore di singole persone o famiglie. Noi rispondiamo a progetti presentati da enti e/o associazioni, che siano rivolti ad una pluralità di destinatari aventi determinate caratteristiche; ma queste sono cose che ripetiamo e scriviamo da anni, in tutte le sedi possibili. Per concludere: noi abbiamo ritenuto di fare cosa buona e utile per Quarrata in risposta ad un programma prospettato non da un privato ma dai suoi legittimi amministratori in carica; la dialettica politica fra sindaco, giunta e opposizione non ci riguarda, in quanto la Fondazione tiene solo rapporti istituzionali. Peraltro, ed in ultimo, se gli interventi della Fondazione a Quarrata non sono desiderati o graditi, ne dovremo tenere conto per il futuro. Ivano Paci presidente Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia
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