Il Tirreno

Pistoia

Capannoni troppo vicini al cimitero

Consiglio comunale, parla Bartolomei (F. Italia)
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Consiglio comunale, parla Bartolomei (F. Italia)

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PISTOIA. Se un insediamento produttivo e un cimitero si ritrovano gomito a gomito, chi deve fare un passo indietro per non pestarsi i piedi? Risposta dell'amministrazione comunale: il cimitero. Ma è una risposta che vale soltanto nel caso specifico, che è poi quello della zona industriale di Sant'Agostino.

La questione andrà all'esame del prossimo consiglio comunale, mercoledì 15, ma ha già suscitato ampie discussioni in commissione urbanistica. In sostanza l'atto che sarà presentato dall'assessore Silvia Ginanni propone di ridurre la cosiddetta fascia di rispetto per il cimitero di Sant'Agostino. La fascia di rispetto è quella striscia di territorio attorno a un cimitero che dovrebbe essere lasciata libera. La legge vigente (166 del 2002) prevede che la striscia sia larga 200 metri, il Comune vorrebbe invece dimezzarla portandola a 100.  E perché? Perché nel 2002 fu approvato dal Comune un piano di lottizzazione industriale tra il cimitero e via Scorciatoia, con capannoni, strade, parcheggi e aree a verde, che invadeva abbbondantemente la fascia dei 200 metri. Il piano prevedeva 29 fabbricati, ne sono stati realizzati 25 e c'è ancora un lotto da completare. Ma proprio perché troppo a ridosso del cimitero, ci sono dei problemi a vendere i fabbricati e a realizzare il nuovo, ultimo, insediamento. Insomma, c'è bisogno di una sanatoria e l'amministrazione comunale, con la riduzione della fascia di rispetto, corre ai ripari.  Ma - è l'altra ovvia domanda - come è stato possibile che nel 2002 quella lottizzazione venisse realizzata troppo a ridosso del cimitero? La risposta sta nella dettagliata relazione che il dirigente dell'urbanistica di Palazzo di Giano, Francesco Bragagnolo, ha consegnato ai consiglieri comunali. In sostanza, si dice, la legge del 2002 parlava di fasce di rispetto di 200 metri, ma lasciava la porta aperta a deroghe, purché si trattasse di opere pubbliche o di pubblico interesse. Il Comune di Pistoia (in compagnia di tutti i Comuni d'Italia, assicura Bragagnolo) intesero la deroga come estesa anche agli interventi privati. Di qui la definizione di un'area industriale a meno di 200 metri da un cimitero. Solo nel 2008 - assicura Bragagnolo - in seguito ad alcune sentenze di Tar e Consiglio di stato, è stato chiaro come andava intesa la legge del 2002. Ma a Sant'Agostino era troppo tardi: l'area industriale era già una realtà. Che a questo punto bisogna rimettere a norma.  «Si tratta - spiega l'assessore Silvia Ginanni - di un intervento necessario per mettere i privati coinvolti in condizione di esercitare i loro diritti. Chiaro che facciamo un'eccezione giustificata solo dalla storia tutta particolare di questo insediamento».

Anche perché toccare le fasce di rispetto cimiteriali, in un comune come Pistoia che di cimiteri ne ha cinquanta, può provocare un piccolo terremoto urbanistico...  Il capogruppo di Forza Italia Alessio Bartolomei non è contrario alla soluzione proposta, ma sottolinea: «Occorre che siano prese delle misure nei confronti dei dipendenti del Comune che nel 2002 consentirono la definizione di un'area industriale che andava contro una legge. Non è possibile che chi sbaglia non paghi mai».

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