Sicurezza
«Annullare l'ordinanza sul centro»
Michele Galardini
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In alto la movida in piazzetta Romana durante il Pistoia Festival I commercianti contro il sindaco: emanate norme che si contraddicono
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PISTOIA. Siamo vicini ad un punto zero nel dialogo fra amministrazione comunale e commercianti del centro storico. Dall'incontro avvenuto mercoledì negli uffici di Confcommercio è emersa la ferma volontà di avere un colloquio col sindaco Renzo Berti affinché l'ordinanza di "tutela" del centro cittadino sia definitivamente annullata. La storia è quella di una città che dal 12 agosto scorso - o forse anche da diverse settimane prima - si è riscoperta inerme di fronte alle continue scorribande notturne dei giovani che affollano le strade e le piazze del centro e che in molti casi lo utilizzano come una grande toilette a cielo aperto. In fretta e furia è stata promulgata un'ordinanza che da un mese tiene in scacco i commercianti della zona attraverso una lunga serie di obblighi e divieti che hanno avuto l'effetto di criminalizzare i locali e i rispettivi gestori. Anche chi si credeva fuori da tutto questo pasticccio, si è trovato, suo malgrado, a doversi difendere da un divieto che ne contraddiceva un altro. È il caso della multa di 250 euro effettuata ad un negozio di alimentari di piazza della Sala, reo di aver venduto una bevanda alcolica (una bottiglia di birra in pieno giorno) senza averla "scaraffata" nel bicchiere di plastica; operazione che avrebbe messo nei guai lo stesso negozio in quanto la licenza di "vendita" di alcolici ne impedisce il travaso in altri contenitori. Con la stessa logica, un supermercato del centro dovrebbe essere multato per ogni bottiglia di birra, vino o quant'altro, venduta senza essere stata "scaraffata" nella plastica. La prima di una lunga serie di contraddizioni individuate all'interno dell'ordinanza da Marco Baldasseroni della Fipe-Confcommercio assieme a tutti gli esercenti. Un'ordinanza definita "medievale" che fa tabula rasa di tutti i buoni proposti emersi dalla liberalizzazione delle licenze per l'apertura di un'attività in centro. «Il problema vero - secondo Paolo Boccardi, gestore del Gargantuà - è il divieto imposto agli esercenti di stare dentro il locale oltre le 2. Ci danno un tempo limite per le operazioni di pulizia (col rischio di essere multati la mattina seguente da un controllo della Asl), ci impediscono di fermarci dentro il locale per fare il punto dei problemi sorti durante la serata. D'altra parte ci obbligano a verificare lo stato di ubriachezza dei clienti e di fare in modo che non sostino davanti al locale dopo le 2. Non è possibile che chi affitta un immobile sia obbligato a lasciarlo ad orari stabiliti». Anche la sola operazione di scaraffamento degli alcolici si trasforma in un malus per tutti quei clienti che acquistano prodotti più costosi, come vino o whisky, che necessitano di essere serviti nel vetro. E nessuno ad oggi è in grado di sapere se queste restrizioni resteranno in vigore fino a fine mese e se verranno poi replicate la prossima estate - sperando almeno in una momentanea tregua invernale. Sarà proposto il prima possibile un tavolo di incontro che accoglierà non solo l'amministrazione e gli esercenti ma anche tutti quei giovani che il centro lo vivono costantemente come un'occasione di ritrovo e svago e che non vogliono perdere tale privilegio per colpa dei pochi maleducati. «Non esiste che i locali vengano incolpati per i comportamenti incivili dei giovani che, tra l'altro, il più delle volte avvengono dopo l'orario di chiusura nelle strade limitrofe».
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