Calunniò il Consorzio, Ferranti condannato
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Daniele Ferranti del Pdl Su Facebook il consigliere del Pdl li aveva definiti tutti "ladri"
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PISTOIA. Il Consorzio Ombrone lo ha denunciato alla Procura presso il tribunale di Pistoia per dichiarazioni offensive della reputazione dell'ente chiedendo una condanna al pagamento di 400 euro di multa. La Procura lo scorso 13 febbraio ha richiesto il decreto penale di condanna e a luglio al Consorzio è arrivata la comunicazione che il tribunale di Pistoia ha accolto in via integrale le richieste dell'esposto "emettendo quindi il decreto penale di condanna". Protagonista della vicenda è il consigliere comunale Daniele Ferranti di Forza Italia-Pdl. «Lo scorso inverno - spiega Paolo Bargellini, presidente del Consorzio di bonifica -, Ferranti scrisse sulla sua pagina di facebook una serie di calunnie nei confronti del consorzio: che eravamo tutti ladri e tante altre offese e insinuazioni di questo genere. Era il periodo in cui il consorzio era al centro delle polemiche per il rischio idrogeologico, la manutenzione degli argini e via dicendo. In questo contesto anche il consigliere Ferranti volle fare la sua parte e lo fece anche attraverso il suo profilo di facebook, in un modo, però, che noi ritenemmo offensivo e diffamatorio. Per questo decidemmo di denunciare l'accaduto al tribunale civile. Dopo qualche mese il tribunale si è pronunciato e ci ha dato ragione». Le frasi di Ferranti, oggetto del diverbio, sono essenzialmente due. Tra queste c'è quella in cui rivolge «un bel vaffa ai ladri del consorzio dell'Ombrone che si accaparrano soldi con le tasse dei cittadini e non mettono in sicurezza un bel niente, ripeto: ladri e irresponsabili, che si dimettano immediatamente». Il legale del Consorzio Ombrone spiega che in alcune materie di non grave entità, come quella in questione, ormai da anni viene attuato un procedimento più snello con il quale, se il giudice ravvisa gli estremi e la sussistenza di un reato, commina la pena senza innescare un processo. Adesso Ferranti potrà aderire e pagarla, oppure presentare opposizione.
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