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Pistoia

Boschi a rischio per le tagliole

Boschi a rischio per le tagliole

Scoperte sul Montalbano 4 micidiali trappole. Una denuncia

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Tagliole, trappole a scatto, lacci di acciaio, accuratamente nascosti in attesa delle ignare prede. E disseminate in maniera indiscriminata anche nelle vicinanze dei centri abitati, vengono spesso scovate anche da cani e gatti che incautamente vi restano imprigionati rimanendo, spesso, orrendamente mutilati. I maggiori responsabili della carneficina che di anno in anno continua a consumarsi anche nella nostra zona, soprattutto sul Montalbano e sulla collina, non sono, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, i "bracconieri" nel senso stretto del termine, bensì agricoltori che in questo modo tentano di difendersi - o di vendicarsi - degli animali selvatici che razziano le loro coltivazioni. Nel mirino, soprattutto istrici e cinghiali (molto ghiotti, ad esempio, di patate), ma anche cinghiali e volpi. Erano probabilmente destinate a catturare tali tipi di animali le trappole scoperte nei giorni scorsi dagli uomini del Comando provinciale del Corpo Forestale dello Stato.

La Forestale, intervenuta grazie alla segnalazione da parte di un cittadino, le ha scoperte sul terreno di pertinenza di un'abitazione situata in aperta campagna in località Forrottoli, nel Comune di Quarrata, sulle pendici del Montalbano. Si tratta di tre tagliole a scatto di fabbricazione artigianale di notevoli dimensioni e di una gabbia a scatta. Il primo tipo di trappola, con i suoi acuminati denti metallici, può essere causa di gravi lesioni agli arti oltre che per gli animali anche per le persone, specie in questo periodo nel quale il bosco è frequentato da numerosi escursionisti e cercatori di funghi. Le trappole sono state immediatamente sequestrate mentre nei confronti del proprietario del terreno è scattata la sanzione amministrativa per "detenzione illegale di trappole e tagliole atte alla cattura di selvaggina", in violazione dell'articolo 32 lettera q) della legge regionale n. 3/1994 sulla caccia. La diffusione delle trappole sul nostro territorio sembra proceda di pari passo con i danni causati dagli animali selvatici alle colture. Nel mirino delle contestazioni dei coltivatori o dei semplici cittadini che hanno un orto o qualche albero da frutto, sono in particolare i cinghiali e gli istrici. Le zone in cui la Forestale ha scovato più di frequente i micidiali marchingegni sono il Montalbano, Casore del Monte e alcuni boschi della Montagna, come quelli di Pracchia.

Per istrici o tassi, il metodo più usato è quello delle gabbie metalliche, con all'interno delle esche, che si chiudono a scatto una volta che l'animale entra e inizia a mangiare. Raramente vi vengono catturati anche cinghiali o volpe, per i quali sono utilizzati invece le tagliole a scatto o i lacci di acciaio sparsi lungo i sentieri battuti da tali animali. Quasi sempre, le volpi (ma anche cani ed altri animali di passaggio) perdono le zampe nel tentativo di divincolarsi dai denti metallici delle tagliole, a volte anche la parte anteriore del muso. Il Comando provinciale del Corpo forestale dello Stato di Pistoia invita tutti i cittadini a segnalare la presenza di trappole illegali al numero di emergenza gratuito 1515, ribadendo la necessità di rispettare gli animali e di tutelare l'incolumità di tutti coloro che frequentano il bosco e le campagne.

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