Il Tirreno

Pistoia

Nelle superiori il tetto dei 27 alunni per classe viene generalmente rispettato, con qualche eccezione

Aule troppo piccole e sovraffollate

Francesco Albonetti
Aule troppo piccole e sovraffollate

Al Pacini problemi nell'indirizzo linguistico col boom dello spagnolo

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 PISTOIA. Classi troppo numerose. Il tetto imposto dalla legge in vigore sarebbe 27 alunni per classe, ma recenti circolari consentono di aumentarlo fino a 30 se non è possibile fare altrimenti, In realtà, vi sono scuole che arrivano a 35. Questo a livello nazionale. A Pistoia la situazione è meno pesante. Bene o male gli istituti riescono a contenere il numero di studenti nei tetti di legge, con qualche eccezione dovuta a casi particolari. C'è per tutti un problema di ristrettezze di spazi: al di là della messa a norma, con grandi somme investite negli ultimi anni ed altri lavori in fase di attuazione, alcuni istituti lamentano spazi non più sufficienti rispetto agli iscritti che aumentano, anche se il numero degli studenti rientra nei canoni di legge.  La situazione più problematica è all'Itc Pacini, che ha visto aumentare gli iscritti grazie anche all'attribuzione del liceo tecnologico che tanto fece discutere nella scorsa primavera. «Devo dire che i problemi sono quelli di sempre, non che quest'anno scolastica stia partendo con problematiche particolari rispetto a quanto siamo abituati - dice Patrizia Belliti, preside del Pacini - Il sovraffollamento delle classi non sussiste in alcun indirizzo fatta eccezione per quello linguistico, dove dovremo partire con classi intorno ai 28-29 ragazzi. Questo fatto dipende dal fatto che le classi devono essere formate per lingue omogenee, ma le scelte dei ragazzi non sono omogenee. Così, da quest'anno che la terza lingua può essere scelta dagli studenti, abbiamo un sovraffollamento in particolare sulle classi, almeno due, che hanno lo spagnolo come terza lingua. Mentre, per esempio, sono sottodimensionate quelle del tedesco, una lingua che, a quanto pare, non va di moda come fino a qualche anno fa. Quanto all'indirizzo di liceo scientifico e a quello economico tecnologico, non abbiamo problemi».  Il secondo aspetto, forse ancora più importante, è quello della capienza delle aule. «Questo è un problema annoso - prosegue Belliti - lo è per noi ma penso anche per altri istituti. Le scuole come la nostra sono state costruite negli anni '80 per contenere venti ragazzi e sono inadeguate ad ospitare numeri ben più elevati. C'è un evidente contraddizione fra la situazione dell'edilizia scolastica e i decreti ministeriali che consentono la formazione di classi di trenta alunni».  La situazione appare più tranquilla negli altri istituti superiori, salvo quei due casi particolari che riportiamo nell'articoletto a fianco. «La nostra scuola è stata adeguata di recente e quest'anno riusciamo a rispettare la normativa sul numero di ragazzi per classi - dice Alessandro Rabuzzi, preside del liceo scientifico Amedeo Duca d'Aosta - Siamo ancora alle prese con le incertezze delle nomine, ma attendiamo fiduciosi la prossima settimana quando il provevditorato assegnerà gli incarichi a tempo determinato».  Al liceo classico e di scienze umane Forteguerri, il nuovo preside Ivo Torrigiani si sta ancora ambientando. «Non sembrano esserci problemi di sovraffollameto, almeno clamorosi, ma aspetterei l'esito degli esami di riparazione e degli esami integrativi prima di dirlo con certezza».

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