Il dolore
Scuole sicure, servono 20 milioni
Luca Giuntini
Molti istituti attendono l'adeguamento alle norme antisismiche
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PISTOIA. Il nuovo anno scolastico sta per cominciare. Quasi dodicimila alunni pistoiesi varcheranno i cancelli dei propri istituti. Eppure le scuole avrebbero bisogno di massicci investimenti per completare i lavori di messa a norma. Quasi 20 milioni di euro la cifra che la Provincia ha stimato necessaria per adeguare le scuole superiori alle norme antincendio, antisismiche e di conformità degli impianti elettrici e di riscaldamento. Soldi di cui la Provincia non dispone e che, secondo il consiglio provinciale, dovrebbero essere garantiti dal Piano straordinario sul patrimonio scolastico del governo: il Cipe (Comitato interministeriale per la programmazione economica) ha sì sbloccato 350 milioni, ma assegnandoli con criteri che non hanno tenuto conto delle effettive necessità. Risultato: i soldi stanziati non bastano a mettere in sicurezza licei e istituti tecnici e professionali. Incaricata dall'Unione Provincie d'Italia di fare il punto della situazione, Pistoia ha tirato le somme: per adeguare le 42 sedi provinciali servono 19 milioni e 970.000 euro, spicciolo più spicciolo meno, così suddivisi: poco più di 12 milioni per l'adeguamento delle scuole alle norme antisismiche; quasi 4 milioni per mettere a norma impianti elettrici, di riscaldamento e condizionamento; altri 3 milioni e 600mila euro per ottenere il certificato di prevenzione contro gli incendi; 200mila euro per abbattere le barriere architettoniche ancora presenti in 6 scuole. Il consiglio provinciale aveva discusso la questione già nel giugno scorso chiedendo una proroga della scadenza (avvenuta nel dicembre 2009) del termine per l'adeguamento alla normativa antincendio. «Sarebbe necessario inoltre - sottolinea la mozione - che il governo assegni anche i fondi rimasti per le aree sotto-utilizzate. L'impegno delle passate amministrazioni provinciali nel settore dell'edilizia scolastica è stato ingente... ma un'attenta programmazione si dimostra inutile se agli enti non viene concesso il superamento dei forti limiti imposti dal patto di stabilità».
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