Attenzione
«Difficile per le aziende ottenere i risarcimenti»
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Un cacciatore pronto a sparare col suo fucile Quest’anno nessuna deroga alla caccia allo stornoColdiretti e Federcaccia: «Ecco perché partono poche richieste»
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PISTOIA. Un fenomeno preoccupante, al pari di quello degli ungulati ma con l'aggravante dell'estrema difficoltà per le aziende agricole di ottenere il rimborso dei danni. Così definisce l'emergenza-storni il direttore di Coldiretti, Francesco Sossi. «Le aziende piccole che hanno viti e olivi subiscono danni notevoli - dice Sossi - Gli storni mangiano e becchettanno acini d'uva e olive e queste ultime cadono. La denuncia è incerta, perché c'è un lungo iter da seguire, possibilità di ricorsi ed è difficoltosa la stessa quantificazione dei danni. Per questo, in provincia si è verificato il caso che solo in alcuni comuni sono partite le richieste e la Regione non ha ritenuto di concedere la deroga alla caccia solo per pochi casi. Ovviamente, gli storni non conoscono i confini comunali e agiscono ovunque, soprattutto nelle zone pedemontane e collinari». Ai danni diretti all'agricoltura, si aggiungono quelli ai tetti dei privati, dove gli storni costruiscono i loro nidi. Mentre sotto il profilo igienico-sanitario, quindi del guamo prodotto, a detta del responsabile del servizio veterinario dell'Asl Pietro Gabrielli, non vi sarebbe un'emergenza particolare, paragonabile a quella dei piccioni. E i cacciatori sono fra i maggiori sostenitori di questa battaglia allo storno. «Almeno fino al primo ottobre non ci saranno deroghe - dice Tuci di Federcaccia - e, semmai, la Regione le concederà solo per 4-5 comuni, quelli in cui c'è stata qualche richiesta di danni da parte delle aziende. L'importanza della caccia allo storno per i cacciatori è fondamentale. Basti pensare che molti rinnovano il porto d'armi solo per cacciare lo storno».
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