Il Tirreno

Pistoia

Folla per l'addio a Maddaleno

Beatrice Faragli
Un momento della cerimonia funebre in San Niccolò A lato Angelo Maddaleno
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Un momento della cerimonia funebre in San Niccolò A lato Angelo Maddaleno

Gremita la chiesa di San Niccolò. Don Vettori: «Ha raggiunto il traguardo»

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 AGLIANA. Ieri l'ultimo commosso addio a Angelo Maddaleno, il cicloturista 51enne morto d'infarto al memorial Coppi-Bartali di Vinci. In molti hanno voluto rendere omaggio all'amico scomparso nella mattinata di domenica.  Il corteo funebre ha accompagnato la tomba di legno chiaro fino alla chiesa di San Niccolò già gremita di gente. La moglie, Pamela Pazzini, e la giovane figlia Sara sono arrivate sorreggendosi l'un l'altra, in un abbraccio di dolore e commozione. A far forza alla ventenne anche tanti giovani. Sono gli amici di sempre, le compagne di pallavolo e di scuola che per tutta la cerimonia hanno cercato di dare alla famiglia Maddaleno un pò di sostegno. Incredule le persone che si son riunite sul sagrato in attesa dei funerali. Hanno accolto la cassa ornata di rose bianche e rosse con gli occhi lucidi, ancora inermi davanti all'improvvisa tragedia.  Don Rodolfo Vettori è voluto partire proprio da qui per la sua omelia, da un clima che ha avvolto molti fedeli non appena appresa la terribile notizia. «In questi giorni - ha detto dall'altare - è risuonata continuamente un'unica parola: "assurdo". Ho cominciato a riflettere: cos'è assurdo?», ha chiesto il parroco. «E' lavorare, vivere, amare perchè di fronte a me non ho altro che la morte, e allora a cosa servirebbe tutto ciò? Potrei rispondere: a nulla perchè è destinato a terminare. E' "assurdo" perchè sono figlio del tempo, e in questo modo misuro ogni cosa. Non ho la capacità di vedere più in là, non ho il controllo sul domani. Ecco perchè arriva l' "assurdo", perchè mancano gli anni e non posso accettare la morte. Al mio quesito però - continua - c'è anche un'altra risposta, quella che va oltre il tempo, che viene dalle domande di senso: chi sono? dove vado? In questo momento di dolore è come quando piove e non vediamo il sole, eppure il sole continua ad esserci, è solo coperto dalle nuvole. Questa assurdità della morte - conclude don Rodolfo Vettori - mi ha fatto capire che Angelo ha raggiunto il traguardo».  Un'immagine carica di significato questa dello striscione d'arrivo, una metafora che ha caratterizzato gli ultimi anni della vita di Maddaleno. La sua passione per il ciclismo infatti, iniziata quasi alla soglia dei cinquant'anni, l'ha spinto a salire in sella anche domenica scorsa.  Ieri seduti sulle panche della chiesa o in piedi a ridosso dell'uscita c'erano proprio quegli amici conosciuti nella genuina passione per lo sport. «Noi - ha detto il parroco - stiamo pedalando verso quel traguardo destinato a coloro che percepiscono il sole anche oltre le nubi».  La bara è stata portata al cimitero il Giardino per la sepoltura, accompagnata da un lungo applauso fuori e dentro la chiesa.  

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