Il Tirreno

Pistoia

«Ma io ho un'invalidità dell'11%»

L’incidente il 27 dicembre 1996 accadde sulla pista Zeno 3
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L’incidente il 27 dicembre 1996 accadde sulla pista Zeno 3

La replica del giovane che ha fatto mettere all'asta la casa del sindaco Danti

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 ABETONE. «Se il primo cittadino non rispetta la legge e quanto deciso dal tribunale cosa deve pensare la gente?». Sono passati 14 anni, ma quell'incidente in pista tra due sciatori e la Lancia Delta guidata da Fabio Danti continua ad essere un caso. Ieri la storia del pignoramento della casa di Giampiero Danti, sindaco di Abetone e padre di Fabio. Oggi la replica, dura, di uno degli sciatori coinvolti.  Andrea Ristori dà la sua ricostruzione di quei fatti ma anche delle motivazioni che l'hanno spinto all'azione legale che ha poi portato alla messa all'asta della casa del sindaco. A cui non nega parole al veleno. «In questa vicenda che pare surreale, la cosa che mi disturba di più sono coloro che a conoscenza dei fatti non ammettono verità oggettive e le responsabilità civili e morali che ne derivano - dice -. Responsabilità poi emerse e confermate anche nelle aule di tribunale attraverso una sentenza esecutiva, oltreché da versioni testimoniate dalla polizia dell'Abetone in tribunale e numerosi testimoni». A Ristori non sono andate giù le parole del sindaco Danti lette sul Tirreno: «Ad oggi, con un'invalidità permanente dell'11% e una sentenza esecutiva del tribunale di Pistoia a mio favore, chiedendo ciò che è un mio diritto chiedere e aspettando da 14 anni delle scuse che non sono mai arrivate, leggo sul giornale una dichiarazione del sindaco che dice: "Io continuo a vivere qui, voglio vedere chi la compra". Una frase che ritengo intimidatoria da parte di un sindaco che ha oggettivi poteri sulla vita di cittadini e sul territorio stesso».  Poi arriva la ricostruzione dei fatti. Dagli ultimi, con la sentenza del tribunale che coincide con quelli raccontati da Danti, fino a ciò che successe quel 27 dicembre 1996 sulla Zeno 3. «Il tribunale ha sentenziato un risarcimento di circa 34mila euro per danni fisici, temporali e inabilità temporanea, postumi permanenti, danno biologico, danno morale, e pagamenti visite medico legali - continua Ristori -. Quei soldi Giancarlo Danti li ha pagati dopo il processo, per scelta ma non per mancanza, soltanto in parte, per un totale di soli 20mila euro». Da qui il pignoramento della casa, per pagare la parte mancante.  Poi c'è il ricordo di quel pomeriggio, affidato stavolta alle virgolette della sentenza del tribunale di Pistoia: "In data 27-12-1996 alle 16.30 circa, in località Abetone, mentre stava iniziando la discesa della pista Zeno 3, ancora aperta, era investito dall'autovettura Lancia Delta integrale condotta da Fabio Danti, riportando lesioni permanenti del 12/13%. ll Danti infatti in orario in cui le piste, se pur ancora per poco, erano pacificamente aperte, ha affrontato la salita per la pista Zeno 3 a bordo di un'autovettura. Inutile soffermarsi sulla illecicità del suo comportamento. Inutile sommermarsi sulla irrilevanza del motivo che aveva spinto Danti Fabio a percorrere la pista in automobile." G.C.

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