Il Tirreno

Pistoia

Il cantiere dell'Aias rischia lo stop

Giulio Corsi
Il cantiere dell'Aias rischia lo stop

Donazioni per 4 milioni e mezzo bloccate a causa del commissario

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PISTOIA. Ruspe e gru per l'ampliamento della sede dell'Aias di via San Biagio potrebbero fermarsi presto. E altrettanto presto per l'Associazione assistenza spastici potrebbero aprirsi problemi economici pesantissimi: stipendi dei dipendenti a rischio, attività bloccata, obbligo da parte della fondazione Maria Assunta in Cielo - proprietaria di tutte le strutture in cui l'Aias opera - di vendere i suoi beni.

Il quadro è apocalittico e la speranza è che non si trasformi mai in realtà. Ma la situazione per l'associazione (120 dipendenti, 2000 assistiti, 80mila prestazioni all'anno), è arrivata al bivio decisivo, almeno a sentire le parole del presidente Luigi Bardelli. Stop alla donazione. Meno di un anno fa nel terreno tra via San Biagio e via Don Bosco, dietro all'attuale Aias, la ditta Cmsa iniziava i lavori per la costruzione della nuova sede dell'associazione.

Una struttura moderna, «un progetto bello e affascinante» per dirla con Bardelli, reso possibile dal contributo della famiglia Carrara e della Fondazione Caripit che misero sul piatto 4 milioni e mezzo sui 7 necessari per la realizzazione dell'opera. «Gli altri li avremmo messi noi attraverso un mutuo per coprire la cifra finale», spiega Bardelli.

In questi mesi i lavori hanno viaggiato spediti, gli scantinati sono già stati completati ed è quasi fatta anche la copertura del piano terra. Adesso però le ruspe rischiano di fermarsi: «È una possibilità concreta - dice Bardelli -. Perché i donatori hanno scritto in questi giorni che con la prospettiva del commissariamento dell'Aias non sono disposti ad andare avanti nel loro finanziamento alla struttura e se la situazione resterà questa sospenderanno il contributo che avevano promesso».

La prima rata è già stata pagata, adesso stanno scadendo altre rate: «La ditta deve riscuotere due fatture, per quella di giugno non ci sono problemi, per quella di luglio invece ci sono grossi dubbi», spiega il tesoriere Cremisi. E senza pagamento i lavori chiaramente si fermerebbero. «Immaginate quali penali saremmo costretti a pagare se dovessimo davvero sospendere i lavori - continua Bardelli -.

Purtroppo la chiusura del cantiere è una decisione che dovremmo prendere a breve se i finanziamenti saranno sospesi. E i donatori hanno deciso di sospenderlo perché quando hanno deciso di impegnarsi l'hanno fatto con me, conoscendo me e non l'Aias nazionale. E d'altra parte questo progetto è unico in Italia e non può essere portato avanti da un altro». Quel commissario. Nel mirino resta quel commissario mandato dall'Aias nazionale ma non accettato dagli organi locali dell'associazione.

«La situazione è kafkiana - dice Bardelli - non sappiamo perché siamo commissariati, non ci sono state ispezioni, né contestazioni. Noi abbiamo rifiutato l'arrivo del commissario, lui aveva annunciato di rivolgersi al tribunale ma non l'ha mai fatto, continuando però ad aggirarsi a Pistoia e creando incertezza negli enti cittadini. La sua presenza sta creando dei disastri e mettendo a rischio tutta la nostra attività». I soldi dell'Asl fermi.

Quali enti? Bardelli tira in ballo l'Asl, non senza polemica. «L'Asl ad esempio sta tentennado in modo incomprensibile. Ci sono 600mila euro destinati all'Aias giacenti alla tesoreria Caripit che nessuno può incassare perché l'Asl non specifica chi sia il legale rappresentante e la tesoreria non sa se pagare a Bardelli o al commissario». Attività a rischio. «Il rischio - aggiunge don Pancaldo, numero uno della Fondazione Maria Assunta - è di vedere famiglie e ragazzi privati dei servizi.

Il commissario sta facendo disastri con chi ci mette i bastoni tra le ruote. Rischiamo di dover vendere i beni oggi funzionali alle attività dell'Aias». In tribunale. Bardelli annuncia battaglia: «Abbiamo dato incarico ai nostri avvocati di adire a vie legali verso l'Aias nazionale sperando che il tribunale sblocchi questa situazione».

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