E a volte non basta neanche ripensarci in tempo
«Io, cliente di Enel Energia senza volerlo». Per "problemi tecnici" ignorata la marcia indietro
2 MINUTI DI LETTURA
PISTOIA. C'è chi si è visto cambiare il contratto di fornitura dell'energia elettrica da Enel a Enel Energia senza - sostiene - aver mai firmato nulla: sono i casi che abbiamo raccontato giovedì e anche oggi (vedi l'articolo in apertura di pagina). Ma c'è anche chi, dopo aver detto sì a Enel Energia, ci ha ripensato nei dieci giorni previsti. Ma non ha avuto miglior fortuna. È quanto successo a una signora di 89 anni, L.P., residente a Pistoia, che nel novembre scorso ha risposto al telefono del call center che le proponeva il cambio di contratto. Sarà stato per l'insistenza della signorina, sarà stato per l'imbarazzo dell'anziana, fatto sta che il "sì" al nuovo contratto è arrivato. La signora poi si è pentita e ha raccontato tutto al figlio, che solo tre giorni dopo ha chiarito per iscritto cosa è successo, recedendo dal contratto. Passano quattro mesi ed Enel Energia spa prende atto (sia pure in ritardo) della marcia indietro della nuova cliente. Ma «per problemi di natura tecnica non è stato possibile interrompere le azioni in corso per l'attivazione della fornitura ed in particolare l'invio della comunicazione di recesso al suo precedente fornitore (Enel, ndr)» scrivono candidamente quelli di Enel Energia. Il risultato è che Enel spa disdice il vecchio contratto e la signora L.P. si ritrova cliente di Enel Energia pur non volendolo. Quest'ultima alla fine procede a cancellare l'utenza, ma l'anziana, per non rimanere senza luce, è costretta a rifare da capo un contratto con il suo vecchio fornitore Enel, che lei non avrebbe mai voluto cambiare. Ne segue una piccola via crucis burocratica, alla fine della quale la situazione è finalmente ripristinata com'era a novembre. Ma intanto siamo a luglio 2010 e l'anziana signora si è anche vista recapitare una bolletta di 124 euro da Enel Energia per il (breve) periodo in cui è stata cliente di quest'ultima società. «Non ho assolutamente intenzione di pagare nulla - sbotta il figlio - non capisco perché dovrei versare dei soldi a un'azienda con cui non ho mai concluso un contratto e della quale sono stato cliente solo per errori commessi da loro». F.Cl.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google