Il Tirreno

Pistoia

«Assessori tenuti all'oscuro»

Uno scorcio della discarica del Cassero
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Uno scorcio della discarica del Cassero

Bolognini accusa sulla gestione dell'impianto

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 CASALGUIDI. Secca replica di Ermanno Bolognini alle dichiarazioni del primo cittadino di Serravalle, Renzo Mochi, sulla discarica del Cassero. L'ex assessore, passato tra i banchi dell'opposizione e oggi capogruppo dell'Italia dei valori in consiglio comunale, puntualizza circa il lavoro svolto in giunta fino alla scorsa primavera.  «Il sindaco - dice riferendosi all'edizione del Tirreno del 22 luglio scorso - accusa me e Betti (ndr, capogruppo Idv Comune di Pistoia), di essere distratti o ignoranti. Se ignorante significa che non sa, allora è vero, mi sento così. In giunta, infatti - continua Bolognini - non si è mai saputo niente e nessuno ci informava su come veniva gestita la discarica».  Il consigliere comunale prende le distanze dal governo comunale.  «Non crede sindaco - chiede - che sia grave non informare i propri assessori sui modelli gestionali che portano così tante risorse all'amministrazione comunale, quand'anche questi aspetti fossero stati sempre limpidi e ottimali?».  «Oltretutto - continua - non può essere neppure invocata la natura privatistica della vicenda: gli amministratori sono, infatti, in grado di decidere sulla gestione di un servizio di pubblica utilità».  Critico anche sulle dichiarazioni del presidente del comitato di controllo Gerardo Innocenti.  «Lui - spiega il capogruppo Idv - paventa la possibilità di costituirsi parte civile e si augura al più presto di incontrare il responsabile provvisorio della discarica. Signori - dice ironico Bolognini - stiamo parlando dell'organo di controllo!»  E sul suo passato in giunta precisa: «Ho sottoscritto il programma di mandato, portandolo avanti con coerenza. Certo è che non voglio condividere quanto sta succedendo oggi e nemmeno voglio dare la mia comprensione politica qualora emergessero responsabilità penali circa la gestione del Cassero».  Proprio sull'impianto aggiunge: «E' ormai una struttura pericolosa, molto probabilmente da bonificare, senz'altro da chiudere alla fine di questa vicenda. Lo si deve ai cittadini di Serravalle, che alla scadenza del mandato elettorale si aspettano la fine dell'attività».  «Come ultima considerazione - risponde Bolognini a Mochi - vorrei ricordare che il tanto sbandierato 64% dei consensi è anche frutto del partito dell'Italia dei Valori, adesso all'opposizione». B.F.

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