Sicurezza
Sul Cammino alla ricerca di se stessi
Marta Quilici
Partito il primo gruppo di pistoiesi che arriverà a Compostela a piedi
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PISTOIA. In una mano il bastone del pellegrino; sulle spalle zaini con tende e sacchi a pelo; qualcuno si porta dietro una chitarra. Sono i circa settanta pellegrini, di cui oltre 50 giovani, che giovedì notte sono partiti alla volta di Santiago de Compostela. Faranno 150 chilometri a piedi, da Portela del Valcarence fino alla meta: un cammino di fede, ma anche un modo per recuperare un rapporto autentico con se stessi, con l'essenzialità, con la lentezza e con gli altri. Il viaggio, organizzato dalla Diocesi in occasione dell'anno giubilare jacopeo, è iniziato martedì sera intorno a mezzanotte con la partenza di un autobus e due pulmini, diretti verso Lourdes per partecipare alla processione "aux flambeaux". Oggi è previsto l'arrivo a La Portela de Varcarence. Domani, l'inizio del cammino. 25 chilometri a piedi al giorno: in cinque giorni i pellegrini arriveranno a Santiago. «Alle porte della città - spiega Piero Pierattini, uno degli organizzatori -, il gruppo sarà raggiunto da altre delegazioni pistoiesi e dal vescovo Mansueto Bianchi che percorrerà insieme ai fedeli gli ultimi 5 chilometri di cammino». Arrivati a Santiago, la mattina è prevista la celebrazione eucaristica presieduta dal vescovo di Pistoia e il pomeriggio si terrà la cerimonia di gemellaggio (ancora non ufficiale a livello civile per alcuni ritardi burocratici) tra Pistoia e Santiago. Tra i circa settanta pellegrini pistoiesi che sono partiti martedì, la maggior parte, sono giovani. «Il nostro - spiega Emanuela Ciottoli - è un gruppo di undici ragazzi dai 15 ai 19 anni, più gli accompagnatori che ne hanno una trentina. Siamo il gruppo giovani della parrocchia di Vignole: invece del solito campo estivo, abbiamo deciso di intraprendere questo viaggio. Abbiamo creato anche un profilo su Facebook che si chiama "Vignolegiovane" e che cercheremo di aggioranre continuamente, così da rendere partecipe del nostro cammino, anche chi è rimasto a casa". Molte le aspettative e i motivi che spingono a mettersi in cammino: «questa è per tutti noi la prima volta che partecipiamo al pellegrinaggio. Sicuramente quello che ci muove è un percorso di fede, ma anche la ricerca di un cammino personale. Camminare a piedi per giorni credo che possa permetterci di raccogliesi con se stessi, di staccarsi da quei ritmi frenetici a cui siamo abituati. In spalla avremo sempre lo zaino che ci siamo portati da casa: capiremo strada facendo ciò che è superfluo e ciò che invece risulta necessario e prezioso». Imparare ad ascoltare se stessi significa ance recuperare un rapporto con gli altri: «Nel cammino incontreremo altre persone, altri pellegrini che provengono da tutto il mondo - spiega Fabio Bechi -. Toccheremo con mano cos'è la multiculturalità e impareremo a convivere in maniera più profonda con gli altri». Non soltanto, quindi, un cammino di fede. «Anche per me è la prima volta - spiega Natalino Bevilacqua -. Ho 56 anni ed è tanto che penso di intraprendere questa esperienza: questa volta mi sono deciso. L'idea è nata come un sogno, senza sapere neppure bene i dettagli del viaggio o la storia. Con il tempo, poi, ho scoperto le origini e il significato di questo cammino. Per me è soprattutto una ricerca personale, un percorso di crescita: vivremo in maniera spartana, senza tutte le comodità a cui siamo abituati». Tra le più piccole del gruppo ci sono Vittoria, Martina, Claudia e Livia di 15 anni: «Quando ci hanno proposto il viaggio - spiega Claudia Comanducci - all'inizio abbiamo pensato "ma chi ce lo fa fare?", poi invece ci siamo sempre più convinte. Almeno per me è stato così». «Sì, certamente i 150 chilometri a piedi fanno un po' paura, perchè non siamo abituate molto a camminare. però ce la faremo!». «A volte facciamo escursioni, gite a piedi - aggiunge Martina Greggio - quindi io non sono troppo preoccupata sotto questo punto di vista. Rimane comunque un'esperienza impegantiva». «Spero che il viaggio ci dia anche soddisfazione - aggiunge Livia Coppini -. Personalmente, spero di tornare cambiata».
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