Il Tirreno

Pistoia

RIFIUTI

Per la raccolta degli imballaggi, poca disponibilità dei supermercati

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La raccolta dei rifiuti porta a porta, dopo un avvio nel centro storico -era il dicembre del 2008- non senza alcune problematicità e relative polemiche, ora si sta assestando su cifre importanti, 38,6% di raccolta differenziata nel primo semestre di quest'anno: segno che i cittadini, una volta compresa l'importanza di un gesto, sono disposti a modificare le proprie abitudini, anche le più consolidate, in vista di un bene comune, che come tale interessa tutti, noi e chi verrà dopo di noi.  Stiamo lavorando insieme a Publiambiente per estendere ulteriormente sul territorio comunale la raccolta porta a porta: un mese fa circa si è avviata nel quartiere di Sant'Agostino, che essendo prevalentemente industriale presenta tutta una serie di problematiche e peculiarità che stiamo affrontando operativamente, per fare in modo di soddisfare gli utenti al massimo. Il dato, a un mese di distanza è tuttavia già chiaro: 84% di raccolta, contro il 32% di prima dell'avvio del servizio. L'obbiettivo è di raggiungere l'attuazione sull'intero territorio comunale nei prossimi tre anni.  Ma c'è un'altra gestione del rifiuto, che potremmo definire preventiva. Il concetto è molto semplice: se si vuole diminuire i rifiuti, dobbiamo agire a monte, laddove si produce, vale dire negli imballaggi. Due anni fa il Comune incontrò la media e grande distribuzione, chiedendo di studiare insieme soluzioni da mettere in atto sul nostro territorio. Pensavamo in particolare ad esperienze messe già in atto in altre realtà a livello regionale e nazionale, che vanno dall'utilizzo di distributori automatici per alcuni prodotti, soprattutto liquidi (dal latte, allo shampoo, ai detersivi, all'acqua), alla riduzione degli involucri per tutta una serie di prodotti: frutta e verdura, affettati, formaggi.  Sono passati più di due anni da quell'incontro, e niente si è mosso. La media e grande distribuzione hanno regole stabilite a livello globale, ci viene detto, e il cliente, si aggiunge, è stato dimostrato che preferisce confezioni ed involucri a proteggere le merci.  Noi non siamo convinti di questo. Perché un cliente è prima di tutto un cittadino che, se informato, capisce ed è disposto a cambiare le sue abitudini. Per questo a settembre rimetteremo ad un tavolo i rappresentanti dei supermercati, questa volta insieme alle associazioni di categoria e dei consumatori.  È necessario che ognuno, per le proprie competenze e nel proprio ambito, faccia la sua parte. Il Comune lo farà: chiediamo con forza e convinzione che altrettanto faccia la media e grande disposizione, per i clienti, per i cittadini. Mario Tuci assessore all'ambiente del Comune di Pistoia

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