Sicurezza
«Alla Breda tensioni immotivate»
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Da sinistra Paolo Bruni e Enrico Baldi Il comportamento dell'azienda nel mirino del Pd
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PISTOIA. Fra pochi giorni, il 2 agosto, dovrebbe essere reso pubblico il verdetto sulla gara per la costruzione dei 50 treni per l'alta velocità delle ferrovie italiane. In gioco, il futuro di AndaldoBreda e dello stabilimento pistoiese. «Se AnsaldoBreda e Bombardier non vincessero quella commessa - dicono Paolo Bruni e Enrico Balri, rispettivamente segretario comunale del Pd e segretario del circolo Pd dell'azienda - per la Toscana sarebbe un colpo durissimo e per Pistoia si aprirebbe uno scenario produttivo ed occupazionale drammatico. Da un lato bisogna infatti essere consapevoli che l'acquisizione della commessa per l'Alta Velocità non è sufficiente a coprire completamente il vuoto produttivo, ma dall'altro bisogna essere altrettanto consapevoli che senza di questa non vi possono essere "altre" commesse in grado di dare prospettiva e futuro alla nostra azienda. Una prospettiva che l'Alta Velocità invece riaprirebbe con consistenti investimenti e nuove assunzioni». Ansaldobreda, ricordano i due dirigenti del Pd, è un'azienda nel pieno di un processo riorganizzativo importante ed impegnativo che segna la sfida per la sopravvivenza e lo sviluppo della maggiore realtà industriale da qui ai prossimi decenni. «È una sfida che soggetti diversi - sostengono -, ognuno per le proprie responsabilità e competenze, devono giocare insieme; una squadra formata da lavoratori, management, organizzazioni sociali ma anche forze politiche, istituzioni e semplici cittadini perché AnsaldoBreda non è stata solo "la" fabbrica pistoiese più importante ma anche uno dei più prestigiosi testimonial del "made in Pistoia" nel mondo intero. Vorremmo tornare ad esserlo anche per i prossimi decenni». I dirigenti si augurano che Trenitalia e Governo riflettano e producano decisioni che guardino allo sviluppo delle politiche produttive ecocompatibili e utili per la ripresa del sistema-Paese. «In questo contesto preoccupa ed amareggia - affermano - il persistere di logiche aziendali tese ad alimentare tensioni ed incomprensioni fra i lavoratori e l'azienda. Ultimo episodio è il mancato rispetto dei tempi concordati per la verifica delle professionalità. Perché alla vigilia di una gara di importanza vitale come quella dell'alta velocità l'azienda non è capace di creare, nei fatti, quell'armonia che a parole sostiene essere necessaria durante i corsi di riqualificazione?»
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