Sicurezza
Giostra dellOrso. Il fantino Alessio Giannini spiega perché non è sceso in pista con il Drago
«Arrivato all'ultimo, ho scelto di farmi da parte»
Saverio Melegari
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Il fantino del rione del Drago Alessio Giannini 3 MINUTI DI LETTURA
PISTOIA. Ci possono essere due modi per vincere la Giostra dell'Orso: dimostrare di essere i migliori, oppure mettere gli avversari nelle condizioni di non avere fra le proprie fila uno dei fantini più bravi. Entrambe queste opzioni sembrano calzare a pennello al vincitore del palio 2010 - il Drago - che oltre alla bravura oramai conosciuta di Gino Culatore, la sfacciataggine di suo nipote Alessandro e la consistenza sia di Simone Gianni che di Luca Veneri, ha messo addirittura in "panchina" Alessio Giannini, un altro dei nomi storici della gara: dal 1992 al 2009 sempre fra i protagonisti, sei Giostre vinte e ben cinque Speron d'Oro, secondo solo a Culatore. Dopo aver lasciato il Grifone a pochi giorni dalla Giostra, il suo arrivo in porta Carratica ha destato scalpore. E c'è chi parla anche di mossa azzeccatissima per non farlo correre con altri. Giannini, in questa Giostra non ha portato punti al Drago, ma non ne ha fatti conquistare nemmeno agli altri. Che ne pensa? «Purtroppo, a dieci giorni dal palio ho chiuso il mio rapporto con il Grifone e sono rimasto a piedi. In quel momento, tutti e tre gli altri rioni mi hanno cercato ma io ho fatto le mie valutazioni e ho deciso di accasarmi con il Drago. A questo punto, posso dire che sono soddisfatto della scelta che ho fatto, devo ringraziare il presidente Braccialini e Francesconi dell'opportunità che mi hanno dato». Cos'è successo con il Grifone per rompere il vostro legame? «Non mi vergogno a dire che, purtroppo, in quel rione ci sono troppi individualismi. Le discussioni sono nate dal fatto che per tre mesi io ho montato il cavallo di un altro fantino e quando lui è rimasto senza il suo animale ha reclamato di prendere il mio e non l'ho ritenuto corretto. A me, ovviamente, questa scelta non andava bene e quindi sono venuto via». Quando, dopo il sorteggio di domenica mattina, fra i cavalieri non c'era il suo nome tutti si sono stupiti. Quanto le è costata questa decisione? «Sono arrivato in porta Carratica a dieci giorni dalla Giostra e non mi sembrava giusto battere i piedi e reclamare di correre perché sapevo che avrei destabilizzato tutto l'ambiente e l'armonia del gruppo. Abbiamo provato a fondo per vedere se, eventualmente, ci potevano essere i margini per poter correre, ma alla fine ho deciso io che era meglio così. E' il punto di partenza per il futuro, visto che dico fin d'ora che sarò con il Drago anche nel 2011 e ci alleneremo per vincere di nuovo». Dalle scuderie, che Giostra ha visto? «Ho patito tantissimo perché in diciotto anni di attività ho sempre corso. Peccato perché la pista era migliore rispetto all'anno scorso (nel 2009 Giannini cadde nella sua prima tornata facendosi male al collo, ndr), comunque abbiamo vinto e per il rione è stato senz'altro un successo importante».
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