Attenzione
La nuova giunta scricchiola già
Alberto Vivarelli
◗
Sandro Orlandini, presidente Cia La Cia: «Decaduti i presupposti dell'accordo»
2 MINUTI DI LETTURA
PISTOIA. L'accordo? Saltato. Pacta servanda sunt ma non per la Cia, che dopo aver sottoscritto l'accordo a tre (Coldiretti, Upa, Cia) per la rappresentanza del mondo agricolo in Camera di commercio, non ha raccolto l'invito ad un incontro per stabilire le modalità di applicazione di quell'accordo. L'intesa era chiara: se non fosse stata possibile altra soluzione, nella giunta camerale doveva andare Andreini, presidente della Coldiretti; alla Cia sarebbe toccata la presidenza del Cespevi (Centro sperimentale per il vivaismo). L'accordo prevedeva anche che in caso di elezioni del rappresentante della Cia nell'esecutivo della Camera, questo avrebbe dovuto dimettersi entro breve tempo. «Il mutamento di scenari - spiega Sandro Orlandini, presidente della Cia - ci ha portato a riconsiderare tutta la questione ritenendo ormai decaduti i presupposti dell'accordo. Inoltre, non siamo potuti rimanere insensibili rispetto alle sollecitazioni che ci provenivano dalla maggioranza delle organizzazioni presenti all'interno della Camera di commercio affinché ci facessimo carico di portare avanti il nostro impegno anche all'interno della giunta». Insomma, spiega Orlandini, ce lo hanno chiesto gli altri. E così il grande patto per portare alla presidenza Stefano Morandi, inizia a mostrare qualche crepa. Qualcuno parla di un Andreini (Coldiretti) infuriato e non è esclusa una sua presa di posizione pubblica. Ma non è solo il "tradimento" di Sandro Orlandini a far sentire i primi scricchiolii. Non sono piaciuti, ad esempio, i quesiti posti al ministero: perché si è sentita la necessità di interpellarlo su questioni ovvie e risposte scontate? Per dimostrare la buona fede di un'operazione che alla fine è stata condizionata dal ministro Brunetta? E quel quesito sul vivaismo a cosa mirava, a far entrare nell'esecutivo Vannino Vannucci, il grande escluso di un'operazione che lo aveva visto protagonista? Misteri. E non convince nemmeno la doppia rappresentanza della Confcommercio che ha stravinto questa battaglia e che adesso ha un peso (un consigliere e il presidente) consistente nella giunta. «Voglio sperare - dice un importante esponente dell'esecutivo - che il direttore della Confcommercio si dimetta». Questo, per indicare il clima che già si respira alla vigilia della prima riunione della giunta camerale. La Cna sta alla finestra. Se non ci fosse stato Brunetta, alla fine avrebbe detto sì alla propria presenza nell'esecutivo, il dibattito era in corso e anche la Confartigianato avrebbe gradito. Adesso la geografia è cambiata e quelli che ha di fronte il presidente Morandi potrebbero non essere anni facili.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
