Sicurezza
La mossa vincente regala al Drago il ventiduesimo palio
Elisa Pacini
◗
In alto la gioia dei rionali del Drago per la vittoria sopra, Alessandro Culatore 3 MINUTI DI LETTURA
PISTOIA. È proprio vero. A vincere non ci si abitua mai. All'ennesima giostra vinta da presidente del Drago, la gioia senza limiti di Andrea Braccialini sembrava quella di un esordiente. «È come la prima volta - confessa - è due anni che vinciamo all'ultima tornata ed è ancora più bello». Braccialini non ha dubbi sulla mossa vincente che ha riportato in gara il Drago. «L'entrata di Alessandro Culatore - dice il presidente - al posto di Luca Veneri. Il suo cavallo non dava garanzie e allora abbiamo cambiato. È stata una vittoria di squadra». Certo una vittoria di squadra composta da Veneri, Gianni e la Culatore Dynasty con lo zio e il giovane nipote sugli scudi, ma anche di tattica. Quella che ha voluto in scuderia Alessio Giannini, il vero colpo del mercato dei fantini passato al Drago, anche se alla fine è rimasto una riserva. Per vincere serve tutto. Bravura, fortuna ed esperienza. La tornata finale ormai si potrebbe ribattezzare tornata Culatore. «Meglio di così - dice il mitico Gino - all'ultima tornata, non poteva essere». Tra i rionali in festa, si riconosce Jonathan Bartoletti. Come l'anno scorso era in piazza e come l'anno scorso il Drago ha vinto. Non c'è che dire, "Scompiglio" porta fortuna. «Speriamo - dice Bartoletti - ma ora spero che anche loro la portino a me ad agosto al Palio di Siena. Al Drago ci sono cresciuto, è casa mia, la vittoria ce la siamo meritata». La parola dai vincitori passa ai vinti. Quella del Grifone, al secondo anno a un passo dal sogno, è un'amarezza composta tutta nel fair-play del presidente Fabio Dolfi. Ma il secondo ko all'ultima corsa, pesa. «Negli ultimi 4 anni - dice Dolfi - una l'abbiamo vinta e tre le abbiamo perse così. Non abbiamo perso nel giro finale, ma prima. Con 8 corse vinte (di cui però 2 concluse senza picchiare nel bersaglio, ndr) non si può non vincere la Giostra». Dolfi conferma la volontà di lasciare la presidenza del rione ma, sicuramente, sarà sempre tra quelli che lotteranno per mantenere in vita la Giostra. «La città deve tenere di più a quest'evento - continua Dolfi - ci deve credere e investire perché i tagli che il Comune deve sostenere sono tanti, soprattutto nel settore cultura. Dobbiamo trovare altre entrate e chi vuole bene a Pistoia, deve farsi avanti». Ad ammorbidire la sconfitta per Porta al Borgo c'è lo speron d'oro di Cristian Cordari. «Sono soddisfatto a metà - dice il fantino marchigiano del Grifone -, mi dispiace per il rione perché bastava davvero poco di più per vincere anche la Giostra. Non bisognava arrivare all'ultimo scontro con il fiato sul collo. Per quanto mi riguarda sono contento, ma il merito è tutto del rione dove mi fanno sentire come a casa. Lo sperone lo dedico a loro e alla mia famiglia che mi segue sempre». Il rione del Cervo Bianco, terzo classificato, è rimasto in corsa fino alle ultime tornate. «La nostra Giostra non è stata negativa - dice "Frizzino", al secolo Alessandro Frosini tornato in sella dopo tanti anni -. Abbiamo avuto anche dei problemi con i cavalli. Giacomoni è stato una bella sorpresa. In generale penso che si sia creato un gruppo futuribile». La brutta caduta di Luca Maestripieri ha condizionato la gara del Leon D'Oro che alla fine ha raccolto davvero poco. Fortunatamente il giovane fantino e il cavallo non hanno avuto conseguenze. «Luca sta bene - rassicura Alessio Spinicci - la nostra giostra non è andata bene, pensavamo di avere dei cavalli più competitivi. Uno si è anche fatto male negli ultimi giorni. Diciamo che avevamo tanti punti interrogativi che non hanno avuto esito positivo».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
