Il Tirreno

Pistoia

La corazzata arancione è salpata

Saverio Melegari
La corazzata arancione è salpata

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PISTOIA. La corazzata arancione è salpata in vista di un anno di navigazione nelle acque agitate dell'Eccellenza. Ma ce la farà ad uscirne trionfatrice? Secondo il suo comandante, Orazio Ferrari, questa Pistoiese «ha il dovere di vincere il campionato» e allora non ci resta che attendere le prime battaglie.

Questi toni trionfalistici, che fanno il paio con quelli usati il giorno del varo del nuovo organigramma societario quando lo stesso Ferrari coniò il termine "corazzata", hanno accompagnato la presentazione ufficiale della nuova squadra che si è tenuta ieri mattina in Sala maggiore di palazzo comunale. E se il buongiorno si vede dal mattino, la Pistoiese non sarà sola vista la folla in piazza Duomo: nonostante il caldo, più di 200 persone non si sono volute perdere il primo appuntamento con vecchi e nuovi giocatori e adesso ci sarà da affollare il "Melani".

«Questa giornata - dice il presidente Orazio Ferrari - è la dimostrazione che siamo riusciti a riemergere dopo la disastrosa estate del 2009 e ritrovarsi un pubblico così è senz'altro un bel segnale. Mi prendo la responsabilità di quello che dico ma, pur riconoscendo il lavoro svolto nella passata stagione, abbiamo il dovere di vincere il prossimo campionato e poi bissare la vittoria anche in quello successivo per ritornare fra i professionisti, il posto che compete alla Pistoiese. Ai giocatori chiedo di essere orgogliosi della maglia che indossano ma dovranno anche essere umili e farsi valere sul campo. Personalmente dentro di me ho un grandissimo entusiasmo che è cresciuto in questi giorni che sono stati necessari per allestire la squadra. Il mio appello più grande, però, è per i tifosi che hanno superato momenti difficili e ancora una volta dimostreranno la loro maturità e, insieme, ci toglieremo delle soddisfazioni». La mattinata è trascorsa via velocemente con un breve saluto a tutti i giocatori della rosa attuale, sono partiti in 24 visto i tre aggregati della squadra juniores, ma l'organico finale sarà di ventidue elementi dopo l'arrivo della seconda punta e di un nuovo difensore.

Tanti applausi, soprattutto per Gabriele Gemignani, e quasi standing ovation dopo un'altra chiamata alle armi, quella del mister. «Per me è un onore allenare la Pistoiese - attacca Riccardo Agostiniani - e se il presidente mostra un forte entusiasmo io ne ho ancora di più perché è l'occasione più importante della mia carriera. Dagli anni maturati in questa categoria, posso solo dire ai ragazzi una cosa: chiamarsi Pistoiese porterà solo svantaggi perché chi ci affronterà lo farà con motivazioni superiori rispetto alle altre gare. Se vinceremo è perché saremo i più bravi del campionato e non perché ci chiamiamo in un certo modo. Spero di riuscire a trasmettere alla squadra la mia grinta, mentre ai tifosi dico che faremo il possibile per uscire dall'Eccellenza perché tutti sappiamo che non è il massimo della vita». Dodici mesi fa di questi tempi l'Us Pistoiese aveva come presidente Renzo Berti e gettava le basi per un difficile futuro.

«Lo sforzo del Comune - spiega il sindaco - è stato quello di riallacciare il filo di un discorso interrotto in maniera brusca. Per questa cerimonia ho deciso di indossare qualcosa di arancione ed ho optato per le scarpe perché dobbiamo tutti quanti mantenere i piedi per terra. Vedere questa partecipazione è un bel segnale ed il Comune sarà sempre al fianco della squadra». Che la battaglia abbia inizio.

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