Italia
«Per politica e Chiesa il potere è un rischio»
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Il vescovo Mansueto Bianchi durante lomelia in cattedrale L'omelia di monsignor Bianchi: guai quando si lascia la croce per il trono
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PISTOIA. «La politica diventa trono quando imbonisce l'opinione pubblica, quando sostituisce il teatrino al dibattito, la rappresentazione tranquillizzante alla drammaticità dei problemi». Il vescovo Mansueto Bianchi - nella sua omelia per la festa di San Jacopo - ha tracciato un parallelo tra le tentazioni, sia della politica che della Chiesa, di tradire le rispettive missioni passando dalla logica del servizio a quella del potere. «E la Chiesa diventa trono - ha aggiunto - quando confida più nelle risorse umane che nella potenza di Dio e, lasciandosi alle spalle lo spirito dell' evangelica piccolezza, orienta la propria speranza al successo, al consenso, alla visibilità secondo i criteri del momento». Partendo da un brano del Vangelo (il confronto tra la madre di Giacomo e Giovanni, che chiede onori particolari per i propri figli, e Gesù che la rimprovera), monsignor Bianchi ha messo a confronto le due rispettive logiche, le divergenti richieste, i due contrapposti "seggi": da una parte «il trono, il potere, la riconoscibilità sociale» e dall'altra «la Croce, il servizio, il dono di sé per la crescita degli altri». Al centro dell'omelia, dunque, il rapporto fra "trono" e "servizio". Monsignor Bianchi ha invitato a riflettere sulla circostanza che il tracciato di questi due "seggi" percorre trasversalmente sia la Chiesa che la città. Da qui il tradimento di una politica che diventa "trono" perdendo la dignità del "servizio". Ciò accade quando la politica «non ha più l'ossigeno di un pensiero alto e di una cultura che generi criteri di giudizio e progettualità. Allora l'unico valore diventano le inchieste demoscopiche, gli indici di gradimento, il consenso rincorso ed ottenuto anche sui livelli più istintivi e demagogici del corpo sociale». Altri tradimenti, per la politica, quando «è più preoccupata del perpetuarsi del potere per la propria parte che del servizio al bene comune; quando la democrazia è ridotta solo a metodo o procedura; quando sceglie la neutralità o l'afasia sui grandi valori etici e sulla radicalità dei diritti umani». Ma non è solo la politica a rischiare di perdersi, è anche la Chiesa che può «uscire dalla logica della Croce, del servizio e del dono per diventare trono». Ciò accade quando, ad esempio, la Chiesa «si mondanizza, quando comincia a ragionare, a giudicare, a scegliere secondo lo spirito del mondo». E' allora - ha proseguito - che si attenua in essa la tensione spirituale, lo slancio della fede, il fuoco della carità». Ma la Chiesa tradisce sé stessa anche quando «cessa di essere carovana di Dio attraverso le dune del tempo, quando si stanca di piantare ogni sera la tenda per arrotolarla al mattino, quando comincia a sospirare e sognare la stabilità della casa e di una patria quaggiù».
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