Toscana
La burocrazia frena le aziende
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Il nuovo stabilimento dellazienda cutiglianese a destra Guido e Eolo Nesti La "Eolo Nesti" da settembre nel nuovo supertecnologico stabilimento
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CUTIGLIANO. Alla fine degli anni '50, quando ancora sulla montagna pistoiese nascevano considerevoli quantitativi di funghi porcini, Eolo Nesti, fondatore dell'azienda individuale, inizia la sua attività commerciale. Due sono gli addetti e modeste le attrezzature. La sede è in un vecchio magazzino di 300 metri quadrati posto all'interno del paese di Cutigliano, in Via Ximenes. Adesso la "vecchia" azienda è in procinto di trasferirsi nella nuova sede, che si trova vicino a quella attuale, ormai storica, sulla Statale 12 dell'Abetone e del Brennero. La sede attuale, occupata dopo quella iniziale a Cutigliano, è ormai tecnologicamente non più all'altezza dei tempi. Il trasferimento nel nuovo stabilimento è previsto per settembre. Si tratta di un complesso imponente, di oltre tremilacinquecento metri quadrati e cinquemila di piazzali, dotato di un modernissimo laboratorio, tutto tubi e macchinari in acciaio inossidabile, in cui la sicurezza di produzione sotto il profilo igienico ha avuto una cura più che meticolosa, potremmo dire assoluta. Ogni processo della lavorazione è protetto da apposite schermature che impediscono l'accesso e il contatto con i non addetti alla produzione. Inoltre ci sono sale di controllo di qualità del prodotto, modernissimi uffici, ambienti per il ricevimento della clientela e moltissimi impianti per la conservazione della materia prima costituita da olio e prodotti come funghi, carciofi, verdure e funghi secchi ed altro. La soddisfazione è palpabile. «Sì, ma abbiamo tribolato parecchio - confessano Eolo Nesti, fondatore dell'azienda e il figlipo Guido, amministratore unico e instancabile motore dell'azienda -. Oltre l'imponente investimento che abbiamo fatto, ciò che ci ha impegnato parecchio sono stati gli adempimenti burocratici richiesti. Ora siamo a norma. Pensiamo, però, che molte pratiche potrebbero essere semplificate». Allora la previsione da voi fatta, dieci anni fa che i vostri prodotti avrebbero incontrato grande apprezzamento e che la produzione sarebbe stata in continuo aumento, si è avverata? «Sì. I nostri prodotti sono molto graditi dal mercato ora anche da quello estero le cui richieste pensiamo di coprire col nuovo stabilimento che avrà la capacità produttiva necessaria. Gli stranieri iniziano a conoscere e ad apprezzare il settore dell'agro-alimentare italiano». Da cosa lo deducete? «Abbiamo testimonianze diretto dai nostri clienti e dai consumatori. Inoltre abbiamo frequenti richieste di collaborazioni nel settore che dimostrano interessamento». I prodotti agricoli italiani sono apprezzati ovunque, è giusto? «Certamente, sono il nostro fiore all'occhiello e questo non è un semplice modo di dire, ma è la realtà, però dovrebbero essere più tutelati». E la crisi economica di cui si parla, quali riflessi ha avuto per la vostra azienda? stata, se vogliamo, anche una molla che ci ha spinto. Non siamo ricorsi alla cassa integrazione, anzi abbiamo, anche se di poco, aumentato le unità operative. Soprattutto abbiamo lavorato sulla qualità del prodotto, migliorando le tecniche produttive. Stiamo per lanciare sul mercato nuovi articoli di cui si sentirà parlare. Siamo molto fiduciosi». Si tratta di nuovi prodotti? «Sì. Abbiamo un'ottima materia prima italiana ed alcuni altri prodotti di ottima qualità che importiamo dall'est Europa dove i nostri fornitori ci garantiscono, ormai da molti anni, una certificazione assoluta. Se le cose progrediranno come speriamo non sono escluse nuove assunzioni». Con quale mezzo vi arriva la materia prima? «L'unica via è la strada. Gli autotreni che ci portano la merce li facciamo passare da Lucca anziché da Pistoia perché è un percorso più conveniente. Sono anni che si parla di collegamenti più diretti, per esempio, realizzando qualche tunnel che semplificherebbe di molto le cose, ma al momento siamo ancora nella fase delle ipotesi, delle buone intenzioni». Sauro Romagnani
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