Il Tirreno

Pistoia

Agricoltore biologico: minimizzare è sbagliato

Riccardo Andreini
◗
Riccardo Andreini

Giovanni Malatesta critica le dichiarazioni di Riccardo Andreini (Coldiretti)

2 MINUTI DI LETTURA





 PISTOIA. Subito dopo l'allarme lanciato dal Wwf sulla presenza di "glyphosate" nelle acque del Falchereto, il presidente della Coldiretti Riccardo Andreini è intervenuto pubblicamente precisando - tra l'altro - che la sostanza in questione non è da ritenere un pesticida e non è tossico per l'uomo.  Questa presa di posizione è contestata da un agricoltore biologico iscritto alla Coldiretti, Giovanni Malatesta (titolare dell'azienda Villa Pacinotti di Candeglia), che si dice «deluso e amareggiato».  «Questo tuo intervento - scrive Malatesta in una lettera aperta ad Andreini - al pari di altre recenti prese di posizione sia nazionali che locali mi fa domandare cosa ci stia a fare un agricoltore biologico come sono io in un'organizzazione che sembra muoversi in direzione diametralmente opposta alla mia, che è quella perseguita dall'agricoltura biologica. Ma al di là dell'amarezza personale, sono profondamente deluso perché con il tuo intervento, anzichè tutelare l'immagine del lavoro di noi tutti, finisci per screditare la nostra stessa categoria: sostenere che il glifosato sia poco più che acqua fresca non fa un buon servizio né agli agricoltori né alla verità. Come certo non fa un buon servizio alla verità arrivare addirittura a negare che si tratti di un pesticida, visto che in tutta la letteratura, sia tecnica che scientifica, il glifosato è classificato come tale».  Malatesta cita poi studi scientifici effettuati su lavoratori in agricoltura «che mettono in evidenza aumenti di rischio sia per linfoma non Hodgkin che per mieloma multiplo correlati all'uso professionale di glifosato, tanto di tipo sperimentale, che mettono in luce danni di tipo genetico su culture cellulari animali ed umane in vitro ed in vivo. Sta emergendo inoltre che il glifosato si comporta come un endocrine disruptor, o interferente endocrino, termine diventato tristemente famoso per la diossina, ma che vale purtroppo per molte altre sostanze organiche artificiali prodotte dall'uomo, tra cui numerosi pesticidi».  Malatesta invita quindi «ad usare una maggiore prudenza, prima di dichiarare che il glifosato è una sostanza innocua: la storia è piena di lezioni apprese troppo tardi, quando invece vi sarebbero stati gli elementi per riconoscerle anticipatamente. Evitiamo di chiudere tutte le volte la stalla quando i buoi sono scappati, anche perchè qui si gioca sulla salute delle persone e sulla salvaguardia dell'ambiente».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze