Italia
Falchereto, lintervento dellagronomo
«Nel settore viti-olivicolo scarso uso di diserbanti»
Dr. Roberto Mastrodicasa tecnico agronomo Unione Coltivatori
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QUARRATA. Finalmente viene fatta un po' di chiarezza sui falsi allarmismi creati ad arte da parte di alcune associazioni ambientaliste. Non si riesce a capire lo scopo di questi allarmismi che ogni tanto vengono lanciati. Certo riportare dati sbagliati: confondere microgrammi con milligrammi e non sapere interpretare un'analisi è davvero clamoroso! Personalmente seguo, come tecnico, le principali aziende che ricadono nel bacino del Falchereto: sono aziende ad indirizzo viti-olivicolo e, chi è nel settore, dovrebbe sapere che l'utilizzo di diserbanti, in queste colture, è scarsissimo, si parla al massimo, di diserbi localizzati con l'impiego di 2 chili di prodotto commerciale (non principio attivo) ad ettaro. Questo per quanto riguarda i vigneti, mentre per gli oliveti, coltura ormai in stato di semiabbandono, dati i prezzi dell'olio locale, non viene certamente praticato il diserbo. Vorrei capire, a questo punto dove questi signori, hanno trovato i terreni "intrisi di diserbante", come è stato riportato nell'articolo. L'agricoltura ha già i suoi problemi, e specialmente i settori dell'olio di qualità e del vino, che attraversano una crisi profonda ormai da qualche anno, sono al collasso. Gli agricoltori sono gli ultimi guardiani della collina, il loro lavoro è frutto della passione per la terra e l'ambiente e non è certamente indirizzato a rendiconti economici. Suggerisco perciò a certe persone di lasciarli lavorare tranquilli che nessuno di loro è disposto a buttare via i soldi per fare trattamenti inutili e dannosi. Mi chiedo se è giusto, multare con sanzioni abnormi e assurde, le aziende agricole quando sbagliano a compilare un registro o un modulo e non fare niente a chi invece crea allarmismi fra la popolazione.
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