Il Tirreno

Pistoia

Camera di commercio, giunta a sorpresa

Alberto Vivarelli

Dentro Cia e fuori Coldiretti ma un accordo ribalta tutto

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 PISTOIA. Giuseppe Oriana (Assindustria), Tiziano Tempestini (Confcommercio), Massimo Donnini (Confartigianato) e Sandro Orlandini (Cia) affiancheranno il presidente Stefano Morandi nella conduzione della Camera di commercio per i prossimi cinque anni.  La giunta è stata eletta ieri mattina dal consiglio camerale. Oriana sarà il vice presidente. Cinque membri, dunque, invece di nove come aveva deciso il consiglio alcuni mesi fa per garantire una maggiore rappresentatività. La Finanziaria ha tagliato poltrone e scombussolato gli accordi, dando alla giunta un volto diverso da quello auspicato. La novità più evidente è la presenza della Cia e non quella della Coldiretti. Ma a tarda sera le tre associazioni agricole (Cia, Coldiretti e Upa) firmano un accordo che ribalterà la decisione del consiglio. Intanto stabiliscono che all'interno del consiglio i due posti che spettano all'agricoltura andranno a Cia e Coldiretti mentre quello del vivaismo sarà dell'Upa di Edoardo Chiti. Per quanto riguarda la giunta, invece, le tre associazioni "concordano di affidare alla Coldiretti la rappresentanza dell'agricoltura e all'Upa quella del vivaismo"; qualora questo non fosse possibile, il rappresentante della Cia "rassegnerà le dimissioni dalla giunta camerale".  Insomma un bel guazzabuglio anticipato, peraltro, alcune settimane fa. Poiché la legge prevede che della giunta facciano parte obbligatoriamente un esponente dell'industria, uno dell'artigianato, uno dell'agricoltura e uno del commercio, con procedura insolita, alcuni consiglieri avevano chiesto al segretario generale di porre due quesiti al Ministero dello sviluppo economico. Il primo quesito riguardava il ruolo del presidente; rappresentando egli il mondo del commercio, al suo posto poteva essere eletto un esponente di altra categoria? Nel secondo si chiedeva se il rappresentante del vivaismo poteva concorrere all'elezione per il settore dell'agricoltura. Negative le risposte del ministero. Ma perché questi quesiti? Perché c'era da accontentare le associazioni che avevano sottoscritto l'accordo per l'elezione di Morandi.  Nell'impossibilità di aggirare l'ostacolo, è stato lasciato fuori quello meno convinto dell'accordo del settembre scorso, Andreini della Coldiretti.

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