Il Tirreno

Pistoia

Fallite due aziende tessili domani all'asta lenzuoli, tovaglie e macchinari per 90mila euro

Un’asta giudiziaria Domani a Quarrata ce ne saranno due
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Un’asta giudiziaria Domani a Quarrata ce ne saranno due

Dopo qualche mese di tregua nuovo boom di pignoramenti a luglio Il settore manifatturiero e il mobile i più colpiti dalla crisi

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 QUARRATA. Centinaia di lenzuoli, più di trecento tovaglie, piumini, trapunte per un valore di oltre 50 mila euro, ma anche presse, furgoni, computer, mobili per quasi 40 mila euro. Adesso sono tutti all'asta, pignorati a due aziende tessili quarratine fallite a causa della crisi. Le vendite si terranno domani in città per un valore di oltre 90 mila euro. A settembre, poi, toccherà a ciò che resta dei fallimenti di Poltrarredo e Ferrari.  «Tutto questo non è una novità - afferma il direttore dell'istituto vendite giudiziarie di Pistoia, Paolo Graziani -. Abbiamo a che fare con situazioni come queste tutti i giorni. E Quarrata non fa eccezione. Anzi. Ci capita spesso di avere a che fare con vendite giudiziarie successive a pignoramenti soprattutto a mobilifici e aziende tessili. Questo mese, poi, abbiamo avuto un picco di vendite esattoriali dopo qualche mese di tregua nei pignoramenti.  Per quanto riguarda i fallimenti, la situazione è più o meno costante, anche se in questi ultimi tempi stanno aumentando gli imprenditori che si presentano personalmente in tribunale per chiedere il fallimento della propria azienda».  La procedura è sempre la stessa: «Al primo incanto - spiega Graziani - si propongono gli oggetti a prezzo pieno, al secondo, se il primo va deserto, si parte dal 50%, al terzo, si danno al miglior offerente».  Due le ditte coinvolte: la prima è in via Corrado da Montemagno 65, dove a partire dalle 8.30 avrà luogo la prima vendita, dal valore complessivo di 57.400 euro (suddiviso in vari lotti). All'asta oltre 200 lenzuoli di varie forme e dimensioni, oltre 300 tovaglie, decine di lenzuoli e copriletto pregiati, da qualche centinaia di euro l'uno.  Contemporaneamente, presso un'altra azienda, con sede in via Seano 89/C a Catena, si terrà una seconda vendita dal valore di 39.300 euro in tutto. In questo caso si tratta soprattutto di macchinari, automezzi, computer e mobili.  «Le aziende artigiane - spiega Luca Santi, responsabile area tessile Cna - sono strette in una morsa in cui possono contare solo su se stesse. Le banche purtroppo non danno più crediti e neppure i macchinari servono più a garanzia. D'altra parte, soprattutto chi lavora conto terzi, è costretto a investire di continuo perché i committenti sono sempre più esigenti, chiedono sempre più servizi e in sempre minor tempo. La pressione fiscale poi si fa sentire: dalle tariffe sui rifiuti alle aliquote e addizionali. Il problema è l'evasione fiscale: se pagassero tutti, pagheremmo meno. Ma dal governo non giungono buoni esempi, tra condoni e rientri di capitali dall'estero al costo del 5%. Queste scelte sembrano incoraggiare l'illegalità. Io invece penso che si debba credere nella legalità per dare un futuro migliore ai nostri figli».

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di Redazione web