Il Tirreno

Pistoia

Dieci pecore sbranate nella notte dai lupi Sos degli allevatori

Carlo Bardini
Lupi in azione sulla montagna pistoiese
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Lupi in azione sulla montagna pistoiese

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 PITEGLIO. Dieci pecore nel comune di Piteglio, nell'azienda agricola di Renzo e Stefano Innocenti, un vitello a Pian del Conte, sopra Spignana, nell'azienda di Simone Giani e Lorenza Castelli: sono le vittime del raid compiuto nell'ultimo fine settimana dai lupi. Un raid che rischia di mettere in ginocchio coloro che dell'allevamento vivono e che non sanno se riusciranno ad andare avanti per paura di altri attacchi.  Questo è lo stato d'animo nell'azienda di Stefano Innocenti, nei pressi del Ponte di Castruccio, in località Le Campanelle, nel Comune di Piteglio. L'attacco si è verificato nella notte tra domenica e lunedì, intorno alle tre e mezzo. I cani hanno abbaiato, ma la famiglia Innocenti è abituata a sentirli abbaiare durante la notte: non pensava ad un attacco dei lupi. Ed invece mentre i cani cercavano di dare l'allarme e i padroni erano a letto, tre lupi stavano facendo razzia.  «I lupi hanno scavalcato la recinzione - spiega Gloria Sozzi - e una volta entrati hanno cominciato a catturare le pecore che, prese dalla paura, sono uscite dalla stalla rompendo i cancellini e cercando di mettersi in salvo. Due pecore sono state ritrovate all'esterno svuotate delle interiora. Un agnellino è riuscito a fare ritorno nonostante due gambe rotte, sette bestie non si sono trovate».  Al mattino la famiglia Innocenti ha chiamato subito le guardie della Comunità Montana e sul posto è intervenuto anche il veterinario dell'Azienda sanitaria di Pistoia.  «Stefano è andato a Lucca all'inceneritore - aggiunge Gloria Sozzi - per far bruciare i resti delle pecore ritrovate. Tra l'altro, la cosa assurda è che, nonostante la famiglia Innocenti sia "vittima" dei lupi, deve pagare 30 euro a capo per bruciare le carcasse. Sono molto scoraggiati. Inoltre la maggior parte delle femmine sono pregne e il veterinario gli ha spiegato che il rischio di perdere i cuccioli è alto per la paura subita. Episodi di questo tipo buttano a terra le aziende agricole perché non sono tutelate».  Il problema della presenza dei lupi andrebbe affrontato seriamente soprattutto al livello legislativo: è l'opinione di Renzo Malvezzi, direttore dell'Associazione allevatori di Pistoia.  «Siamo disarmati - spiega - Le istituzioni si devono rendere conto che questa situazione è insostenibile. Non è normale pensare di dover rinchiudere le pecore. E' il lupo che dovrebbe essere recintato in un'area protetta. Bisogna correre ai ripari perché così non c'è futuro».

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