Caso diplomi, ispezione all'istituto tecnico Pacini
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Protesta degli studenti del Pacini per il caso diplomi E alcuni docenti hanno scritto lamentando rapporti difficili con la preside Belliti
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PISTOIA. È arrivato di mattina, ha parlato con docenti e membri del consiglio di istituto, oltre che con la preside Patrizia Belliti, poi se n'è andato. All'istituto tecnico commerciale Pacini, ieri mattina, c'era un ispettore del ministero della pubblica istruzione. Due le questioni principali di cui è venuto a chiedere conto. Una è quella relativa al caso dei diplomi dal titolo modificato, che scoppiò a febbraio provocando proteste e polemiche da parte degli studenti e delle famiglie. In sostanza, secondo la preside Patrizia Belliti i diplomi rilasciati dal Pacini dovevano rendere evidente che la scuola di corso Gramsci non è un liceo ma un istituto tecnico, in particolare per quanto riguarda i corsi linguistico sperimentale e biologico sperimentale, emessi fino allo scorso anno con la dicitura "liceo". Sul tema - lo ricordiamo - era stata anche presentata una interrogazione da parte del parlamentare pd Lido Scarpetti, in cui si criticava la scelta del dirigente scolastico. Della questione però, non si era più discusso in pubblico, anche perché il tema era stato poi assorbito dal terremoto organizzativo provocato dalla riforma Gelmini delle superiori. L'altra questione è più interna alla scuola e nascerebbe da delle lettere di protesta che alcuni insegnanti dell'istituto avrebbero inviato al dirigente scolastico regionale Cesare Angotti lamentando perduranti e non episodiche difficoltà di rapporto con la preside Belliti. L'ispettore ha assunto informazioni su queste vicende e sulla vita interna dell'istituto che rimane il più grande della provincia. Proprio in questi giorni, tra l'altro, sono in corso consistenti lavori di ristrutturazione interna, come la realizzazione di un ascensore, che consentirà finalmente una mobilità più facile all'interno della scuola.
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