Gioco
Torrente Stella al collasso: in pericolo 4.000 persone e decine di attività economiche
Marta Quilici
◗
Un tratto di argine del torrente Stella Legambiente lancia l'allarme e chiede interventi immediati «Usiamo i soldi previsti per opere pubbliche non urgenti»
2 MINUTI DI LETTURA
QUARRATA. Il torrente Stella verso in pessime condizioni, lungo tutto il tratto da Santonuovo a Casini. Per questo gli interventi previsti a Valenzatico e a Catena, per un importo di 300mila euro ciascuno e che inizieranno tra breve, sono importanti ma non sufficienti. Questa è la posizione del Comitato quarratino di Legambiente, che punta il dito in particolare sull'argine in sinistra idraulica del torrente, quello che corre sul lato della pianura. «Gli argini in questione - afferma Daniele Manetti, portavoce del comitato - riguardano la popolazione di Valenzatico Nord, Olmi e Casini: oltre quattromila persone chiuse in una sacca tra il Fosso Quadrelli e lo Stella. Nel 1966 una rottura dell'argine dello Stella a Pontassio (Valenzatico) portò un metro d'acqua nel centro di Olmi; oggi una simile rottura provocherebbe allagamenti e danni ancora più imponenti a causa dei rialzamenti dei terreni per vivaismo, delle case, dei capannoni, delle mostre di mobili, della chiusura di fosse importanti e della rete delle fosse per acque piovane al collasso». «C'è da considerare - aggiunge - anche l'inquinamento per fitofarmaci e altri prodotti chimici che dal Torrente Stella e dai terreni rialzati si riverserebbero nelle case, nei negozi e nei capannoni industriali e artigianali». E sottolinea che «nella riunione di venerdì a Giaccherino, promossa dal Consorzio Ombrone, è stato chiaramente detto che attualmente non ci sono finanziamenti per intervenire nel tratto in sinistra idraulica fra Santonuovo, Valenzatico nord, Olmi e Casini, eccetto per uno o due interventi. In questo tratto ci sono decine di scasci, cedimenti e frane in vari punti dell'argine, che si sono aggravati enormemente dopo la piena del 25 dicembre scorso. In alcuni punti manca una parte considerevole dell'argine per una lunghezza di oltre trenta metri. Le risorse rimaste, per eseguire tali lavori sono ormai molto esigue: il Consorzio e la Provincia non hanno al momento altri finanziamenti e perciò dovrebbe intervenire urgentemente e direttamente il Comune di Quarrata, togliendo e dirottando soldi da opere pubbliche che non hanno urgenza e che si possono rimandare nel tempo. Una rottura dell'argine porterebbe danni per milioni di euro, molto di più di quelli che servirebbero per i ripristini».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
