Sicurezza
Padre Samuele, fedeli divisi
Carlo Bardini
◗
Padre Samuele A destra panorama di PianosinaticoPareri contrastanti sul sacerdote-guaritore dimessosi l'altro ieri
2 MINUTI DI LETTURA
PIANOSINATICO. I più dispiaciuti della partenza di padre Samuele, al secolo don Luciano Viti, da Pianosinatico sono probabilmente gli esercizi commerciali del luogo. Non si tratta di fare ironia o battute gratuite. Nessuno vuole denigrare le particolarità di questo sacerdote dalle discusse doti di guaritore e dalle teorie bibliche assai poco ortodosse, dimessosi l'altro ieri dalle sue responsabilità pastorali. Ma è un fatto che per ascoltare le sue omelie don Luciano era in grado di portare in un fine settimana anche 150 persone a Pianosinatico. «Non sono un praticante - spiega Andrea Vannucci del ristorante "La Storia di Silvio" - e non ho mai partecipato alle sue messe. Comunque con noi è sempre stato molto disponibile e sembrava essere un brav'uomo. Anche molto loquace. Certamente dal punto di vista sociale aveva una sua funzione perché ogni domenica salivano in paese da fuori più di 150 persone incuriosite da quello che sentivano dire per partecipare alla messa delle 11. Ne beneficiavano tutti gli esercizi pubblici di questo fenomeno». Tanto entusiasmo si rifletteva solo in parte sui parrocchiani, molti dei quali evitavano la messa delle 11 a Pianosinatico, quella "speciale" dove padre Samuele, come si faceva chiamare, poteva andare avanti anche fino alle 14-14,30. Le messe mattutine a Pianosinatico e Rivoreta erano invece più "canoniche". «Noi di Rivoreta ma anche la gente di Pianosinatico - spiega Silvio Giannoni, presidente della Museo delle Genti di Rivoreta - credo che ci fossimo affezionati, non rimani indifferente. Dopo 4 anni di permanenza è normale. Sicuramente con il suo uscire dalle righe padre Samuele deve aver calcato troppo la mano perché indubbiamente anche alla messa di Rivoreta il suo temperamento e le sue idee in parte emergevano e si intuiva che era un prete diverso». «Personalmente sono contenta - ammette con sincerità Oretta Sisi - io voglio un prete tradizionale che esegua i propri compiti secondo la tradizione». Sull'altro piatto della bilancia c'è Gabriella Seghi. «Sinceramente sono dispiaciuta - spiega Seghi - all'inizio sembrava quasi aggressivo per il modo che aveva di parlare ma poi conoscendolo meglio non era affatto così. Con le sue omelie cercava di persuadere le persone. Lo si può condividere o meno, però piaceva».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
