Il Tirreno

Pistoia

Il popolo del Blues boccia il palco di Villa Scornio

Marta Quilici
La serata finale del Blues nel cortile di Villa Scornio
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La serata finale del Blues nel cortile di Villa Scornio

Acustica pessima, informazioni inesistenti. E qualcuno giura che al festival non verrà più

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 PISTOIA. Tanti posti a sedere vuoti ma decine di persone in piedi (con un biglietto da 30 euro in mano), stipate ai lati del palco, dietro le transenne; quasi inesistenti le indicazioni per raggiungere il luogo del concerto, problemi di acustica e disinformazione: il popolo del Blues boccia Villa Scornio.  Domenica sera, per l'ultima serata del festival, l'organizzazione ha spostato il palco da piazza Duomo al cortile di Villa Scornio. Già Sergio Montaleni, artista pistoiese che poi là si è esibito, aveva ipotizzato possibili problemi acustici: con il palco posizionato di fronte alla villa, infatti, avrebbero potuto esserci alcuni problemi di riverbero. E così è stato, suscitando le proteste degli appassionati del Pistoia Blues, che tutti gli anni arrivano in città da tutte le parti di Italia apposta per il festival.  «Vengo da almeno una decina d'anni - spiega Maurizio Costa - Questa location non ha senso: lo spazio davanti al palco è tutto occupato dalle sedie, alcune delle quali sono anche vuote, mentre noi, che comunque abbiamo pagato un biglietto da 30 euro, siamo costretti a stare dietro le transenne, al lato del palco, da dove non si vede assolutamente nulla. Il rapporto qualità-prezzo è pessimo. Inoltre hanno mischiato il commerciale con il blues di qualità. Hanno fatto suonare i Cedric Burnside e i Lightnin Malcom, stelle nascenti del blues, appena 25 minuti, all'inizio della serata, come fossero gli ultimi arrivati».  «Anch'io avrei preferito ascoltare in piena serata i Cedric, o Francesco Piu, piuttosto che i General Stratocuster - aggiunge Mirko Soffientini, di Lodi- Io vengo a Pistoia tutti gli anni, dal '98. E sono venuto anche nel '93 e nel '94. Questa edizione è una delle peggiori, soprattutto per l'organizzazione: io ho comprato il biglietto per un concerto in piazza Duomo, non in un cortile. E ora (ore 22, ndr) hanno detto che è finita anche la birra».  «Io ho prenotato l'albergo vicino a piazza Duomo per essere vicina al concerto - spiega Cristina Finuti, da Piacenza - Nessuno ci ha detto che la location era cambiata e non c'erano neppure indicazioni su come raggiungerla. Alcuni ragazzi di Verona stasera sono andati diretti in piazza Duomo, hanno visto che non c'era nulla, ma non sapevano dove andare e dov'era stato trasferito il concerto: non c'erano indicazioni. Non ci verremo più».  «A noi ci ha raccattato un signore con lo scuolabus - spiega Maria Paola Boiardi, da Piacenza - che faceva servizio navetta. Siamo stati fortunati, perché non sapevamo dove andare. Non c'erano indicazioni sul sito, fino a metà della scorsa settimana l'ultima sera era ancora segnalata in piazza Duomo, così come sul biglietto del concerto».

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