Il Tirreno

Pistoia

Azzerato il contributo dell’ente locale. Ciampolini: «Avremo bisogno dei privati»

Niente più soldi al Giugno

Beatrice Faragli

E il Comune riduce l'impegno per il Moderno di 60mila euro

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 AGLIANA. Dopo i tagli ai Comuni imposti dalla manovra finanziaria ad Agliana si fanno i conti con le priorità. A fine luglio Eleanna Ciampolini e la sua giunta studieranno in dettaglio le misure da adottare, intanto però il quadro generale è già evidente. «Non si toccano il nido, il trasporto, la mensa e il centro socio rieducativo Panta Rei».  «Teniamo presente - ha detto il sindaco - che dobbiamo far fronte all'aumento esponenziale dei contributi per le famiglie in difficoltà».  Per tutto il resto rimane ben poco. Nel 2011 ci saranno 480 mila euro in meno per l'ente locale, cifra che raddoppierà nel 2012 raggiungendo quasi il milione. E questo è solo il taglio diretto dello Stato, cui poi si dovranno aggiungere tutti gli altri che a cascata verranno dalla Regione.  L'amministrazione è impegnata adesso in una difficile sfida di pesi e misure. Cadono per primi il Giugno aglianese e il teatro cinema Moderno. Per il consueto mese di festa paesano non ci saranno soldi comunali: dai 50 mila attuali a 0. L'iniziativa sarà interamente affidata agli sponsor, se aderiranno ovviamente.  Stessa cosa per lo spazio teatrale. La convenzione vigente prevede 80 mila euro impegnati dal Comune, soldi che nel 2011 passeranno a 20 mila. Il bando per la gestione dello spazio si chiuderà entro la fine dell'anno, comprendendo naturalmente questa nuova deficitaria condizione.  Anche i tagli alle associazioni saranno totali. La condizione è pessima persino sui servizi considerati prioritari. Per mantenere infatti l'orario prolungato, dalle 16 alle 18, del nido aglianese sarà probabilmente indispensabile una compartecipazione alle spese da parte del privato. L'aumento della cifra da sostenere per le famiglie ha dell'incredibile: si passerebbe dai 18 euro mensili ai 150. Una cifra che pochissime famiglie, di questi tempi, avrebbero la possibilità di spendere. Ecco quindi che la sinergia pubblico-privato appare indispensabile anche in questo ambito.  Per il Girasole invece, il centro gioco educativo che accoglie i bimbi al sabato mattina, si parla di un incremento di 25 euro rispetto alla tariffa attuale: da 40 a 65. Là dove poi mancano i fondi la prima conseguenza sta nella riduzione delle ore di attività. Il Ciaf ad esempio (Centro per l'infanzia, l'adolescenza e la famiglia) dopo 12 anni di efficienza si ritroverà quasi sicuramente a passare dalle 5 giornate di apertura a 2. «Rischiamo anche le manutenzioni - spiega il sindaco -. Già in questi ultimi anni c'è stato un calo per quanto riguarda la cura delle strade, marciapiedi e altro. Ora possiamo quasi definire questi interventi impossibili».

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