Il Tirreno

Pistoia

L'assessore "allarga" il centro

Alberto Vivarelli
A fianco l’assessore Barbara Lucchesi In alto a destra piazza dell’Ortaggio sotto via del Lastrone con i tavoli
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A fianco l’assessore Barbara Lucchesi In alto a destra piazza dell’Ortaggio sotto via del Lastrone con i tavoli

Con il nuovo regolamento sui dehors, più facile esporre tavoli e sedie

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 PISTOIA. Non è proprio scoppiata la pace ma i segnali di disgelo ci sono. Il regolamento sui dehors (in italiano: lo spazio esterno di un pubblico esercizio), che è in dirittura d'arrivo, potrebbe essere il primo importante atto per spengere le polemiche tra commercianti e amministrazione comunale che negli ultimi anni ha raggiunto livelli incandescenti. La Confcommercio, ad esempio, ha espresso soddisfazione per l'intesa raggiunta sui dehors.  Un provvedimento che farà tirare un sospiro di sollievo anche a cittadini e residenti che non vedrammo più piazze e marciapiedi occupati senza soluzione di continuità e in maniera disordinata da tavoli e sedie. Il ripristino di normali relazioni istituzionali, poi, sarà aiutato anche da una minore rigidità mostrata sul riordino del commercio ambulante dall'assessore allo sviluppo economico, Barbara Lucchesi più volte nel mirino delle associazioni.  «Il motivo vero delle polemiche sul commercio ambulante - riflette l'assessore -, probabilmente sta nella paura. Gli imprenditori stanno vivendo, come tutti noi, un momento difficile ed hanno timore che il nuovo destabilizzi. Credo però che sia un buon piano: da una parte il mercato storico dall'altra le fiere promozionali che sono strumenti innovativi. Quelle esistenti rimarranno ma punteremo alla loro riqualificazione, per le nuove proposte ci saranno criteri di merito».  In attesa delle regole, però, lei ha detto tanti no, alcuni dei quali poco comprensibili, come ad esempio alla proposta dei commercianti di via Pacini.  «La proposta di allargamento dei Percorsi notturni, è arrivata a ridosso del mese di luglio, mese che per la città è problematico. Le tre date proposte coincidevano con appuntamenti molto complicati dal punto di vista logistico: da qui il nostro no, ma il diniego è stato solo tecnico. Al di là del singolo episodio, l'esigenza che il centro si "allarghi" è sentita sia dai commercianti che dal Comune. Sulla città dobbiamo fare un ragionamento più complessivo in termini di servizi, quindi da ora, parliamone e valutiamo».  A proposito di servizi. La Sala da oppurtunità sembra essere diventata un problema. Ormai la città è "salacentrica": tutto si svolge lì e la pressione a cui è sottoposta rischia di rovinare il giocattolo.  «Direi che c'è una crisi di crescita. La Sala è stata il motore dello sviluppo della città, ora dobbiamo dare nuove regole affinché sia coerente con tutte le esigenze. Per esempio, il regolamento sui dehors limita l'occupazione complessiva della piazza per lasciarla al godimento dei cittadini e turisti. E questo favorità anche gli imprenditori. Il tema del futuro è allargare il concetto di centro storico e il regolamento sui dehors consente, anche al di là delle mura urbane, di offrire questo tipo di servizi. E vorrei sottolineare come questo regolamento sia diventato patrimonio di tutti».  In questi anni la città è diventata più godibile, anche di notte. Si sono accese tante luci ma quello che si vede attorno, spesso, non rallegra né gli occhi né lo spirito perché l'arredo urbano non ha sostenuto la vivacità.  «Anche se non è il mio settore, ricordo che una parte del Piuss riguarda proprio la riqualificazionbe urbana. La filosofia del progetto è quella di collegare il quartiere San Giorgio con il centro riqualificando le aree dentro le mura e creare percorsi piacevoli. Il primo intervento che faremo, riguarda la ripavimentazione in lastricato delle strade del centro, una nuova illuminazione e l'elettrificazione, cioè l'eliminazione di tutti quei fili e cavi che attraversano le nostre strade. Partirà entro l'anno e comprende anche un intervento in piazza Garibaldi».  Quando si parla di centro storico, ci si riferisce ad una sola categoria: quella dei commercianti e pubblici esercizi. E i residenti? Ormai la convivenza, notturna ed estiva, ha superato la soglia della tolleranza. Eppure la vivacità del centro è merito anche della loro scelta di abitare in città.  «Una città pensata solo per i residenti rischia di diventare spenta, non viva e quindi insicura. L'equilibrio tra queste esigenze diverse non è facile da raggiungere. Noi dobbiamo perseguire i comportamenti incivili di una piccola minoranza di giovani ma anche riflettere che probabilmente sono il frutto di un disagio più generale: il lavoro che non c'è, le prospettive sempre più incerte».  Il Comune ha fatto della consultazione uno dei suoi punti di forza: dalle assemblea nelle circoscrizioni sul bilancio, al percorso partecipativo per il futuro delle Ville Sbertoli. Perché dal dibattito sul commercio i cittadini sono esclusi, perché hanno la parola solo le associazioni?  «È un grante tema. La concertazione è prevista dalla legge e devono essere coinvolte le associazioni ma quelle dei consumatori sono sempre assenti. La concertazione non è una contrattazione, ma un confronto perché alla fine è sempre il Comune che decide in piena autonomia. La presenza dei consumatori a questo confronto è essenziale: forse non sono pienamente consapevoli della loro forza».  Ma la legge non vieta di allargare il confronto ai cittadini, quelli senza tessere e senza rappresentanza. Perché il Comune non organizza assemblee? Perché i cittadini non possono fare conoscere le loro idee? Non è una forte limitazione alla partecipazione?  «In effetti c'è il problema della rappresentanza ma le associazioni sono contrarie ad incontri al di fuori del tavolo di concertazione. Comunque sia chiaro che il Comune mantiene la potestà di governare il territorio anche se le associazioni hanno un ruolo fondamentale. A volte il confronto con loro è aspro perché devono tutelare i loro interessi, ma noi abbiamo il compito di garantire sempre nuovi ingressi nel mondo imprenditoriale, abbiamo il dovere di abbattere le barriere d'ingresso».  A proposito di barriere, il sindaco Renzo Berti in campagna elettorale, aveva assicurato una licenza in un giorno. Promessa mantenuta?  «Di recente abbiamo introdotto la Dia immediata: presento la documentazione e contemporaneamente apro l'attività. Poi abbiamo introdotto il criterio della qualità invece della licenza. E stiamo facendo un grande lavoro al Suap. Il suo potenziamento è strategico per le imprese: entro il 2012 tutti i servizi saranno on line e tramite corsi di formazione del personale, saremo in grado di dare risposte in tempo reale».  

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