Gioco
Baraonda fino all'alba tra rifiuti e sporcizia
Marta Quilici
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Le mega casse del palco si sono spente, il fiume di spettatori del concerto è uscito da piazza Duomo e si è ormai sparso in tanti rivoli per le strade del centro. Le centinaia di sedie disposte in fila davanti al palco sono deserte. Mario Biondi ha salutato i suoi fan ormai da quasi un'ora. Lo staff ha quasi finito si smontare gli strumenti, di staccare i cavi, gli addetti stanno rassettando le transenne e iniziano a togliere le sedie dalla platea. I camion e gli operai di Publiambiente si preparano a ripulire il centro.
La serata sembra avviarsi alla conclusione, invece è terminata soltanto la prima parte della nottata. La musica pompata a tutta forza dalle casse del palco lascia il posto al più antico ritmo dei jambè, suonati negli angoli delle piazze e ai lati delle strade da centinaia di ragazzi sparsi per tutto il centro. Gli appuntamenti programmati previsti dall'organizzazione per il venerdì sera del Pistoia Blues, lasciano il passo musiche e gruppi improvvisati: qualche complesso si riappropria di piazza Duomo e inizia a suonare, richiamando subito centinaia di giovani intorno. Tra questi c'è un'orchestrina composta da giovani pistoiesi che, muniti di microfono e un piccolo impianto di amplificazione, inizia a suonare il suo repertorio con musiche che invitano alla danza. Un organetto, un sax, qualche chitarra, un trombone e un centinaio di ragazzi di fronte che si inventano balli di gruppo e girotondi. Lo scenario cambia in piazza della Sala: altri ragazzi, muniti di zaini termici pieni di lattine o bottiglie mantenute fredde a stento con l'aiuto di qualche cubetto di ghiaccio, iniziano a prendere posizione sulla Sala o nelle vie limitrofe: allestiscono mini-banchini abusivi e iniziano a vendere bibite, fette di cocomero, sangria fatta in casa, "shottini" di vario genere a pochi euro l'uno. Non sono ancora le due di notte e per molti la serata è appena iniziata. Il centro storico per le prossime tre ore sarà in mano ai giovani.
Le famiglie che prima passeggiavano tra le bancarelle di via Cavuor o di via Curtatone e Montanara, sono già a letto da un paio di ore; le strade iniziano ad essere meno affollate, almeno quanto basta per mostrare i primi resti della serata: cumuli di rifiuti e un tappeto appiccicoso (a causa della birra e delle bibite versate per terra) di bicchieri di plastica, bottiglie di vetro, fazzoletti, posate e bucce di cocomero. Uno scenario che farà da padrone qualche ora più tardi, quando la gente dalle piazze e dalle strade sarà quasi tutta sfumata via. ALLE 2. Intorno alle due all'ingresso di via Roma si affaccia anche il prefetto Mauro Lubatti che parla al telefono e presumibilmente dà disposizioni su come gestire la serata. Poco dopo arriva una squadra della Polizia municipale composta da una decina di vigili: sono passate le due da qualche decina di minuti e le bancarelle e i locali dovrebbero essere già chiusi e aver smesso di somministrare bevande o vendere prodotti. Qualcuno, però, continua la sua attività e i vigili intervengono. I furgoni degli ambulanti iniziano a farsi largo per via Cavour e sul globo, zone ormai non più popolate dalla movida. I ragazzi, infatti, si concentrano tutti in piazza della Sala che, alle tre, è ancora stipata di giovani.
ALLE 3. I locali sono ormai tutti chiusi, ma la birra e la sangria scorrono ancora in abbondanza, riempiono i bicchieri e dissetano dal caldo. Qualcuno ne ha evidentemente abusato e si appoggia alle pareti delle case, o si mette a sedere su qualche scalino, per terra, in attesa che la sbornia passi. Nel sottofondo il suono dei jambé è costante. La squadra di vigili si affaccia intanto in via Stacceria. Deve fare largo ai camioncini e agli operai di Publiambiente che hanno iniziato a pulire il centro. Il loro lavoro si svolge praticamente in maniera circolare e concentrica: parte dalle zone più esterne, fino ad arrivare al fulcro della vita notturna: piazza della Sala.
ALLE 4. Intorno alle 4 i ragazzi per le strade sono molti meno e la maggior parte da piazza della Sala si sposta in quella che è l'ultima roccaforte della notte brava: piazzetta Romana. La Sala inizia a mostrare le rovine del venerdì Blues: sui muretti di via Stracceria, via del Lastrone, e di tutto il comparto della Sala adesso a fare da padrone è ciò che resta delle sbornie, del divertimento, delle danze: schiere di bottiglie e bicchieri di plastica, fogli e cartacce, resti di cibo e di bevande versate per terra. Il dispiegamento di operatori ecologici di Publiambiente è imponente. Solo dopo le quattro entrano sulla Sala. Iniziano a racimolare i rifiuti con le scope. Adesso il suono dei jambè lascia il passo allo scricchiolio di qualche passo incerto che, camminando, pesta bicchieri e vetri.
La serata sembra avviarsi alla conclusione, invece è terminata soltanto la prima parte della nottata. La musica pompata a tutta forza dalle casse del palco lascia il posto al più antico ritmo dei jambè, suonati negli angoli delle piazze e ai lati delle strade da centinaia di ragazzi sparsi per tutto il centro. Gli appuntamenti programmati previsti dall'organizzazione per il venerdì sera del Pistoia Blues, lasciano il passo musiche e gruppi improvvisati: qualche complesso si riappropria di piazza Duomo e inizia a suonare, richiamando subito centinaia di giovani intorno. Tra questi c'è un'orchestrina composta da giovani pistoiesi che, muniti di microfono e un piccolo impianto di amplificazione, inizia a suonare il suo repertorio con musiche che invitano alla danza. Un organetto, un sax, qualche chitarra, un trombone e un centinaio di ragazzi di fronte che si inventano balli di gruppo e girotondi. Lo scenario cambia in piazza della Sala: altri ragazzi, muniti di zaini termici pieni di lattine o bottiglie mantenute fredde a stento con l'aiuto di qualche cubetto di ghiaccio, iniziano a prendere posizione sulla Sala o nelle vie limitrofe: allestiscono mini-banchini abusivi e iniziano a vendere bibite, fette di cocomero, sangria fatta in casa, "shottini" di vario genere a pochi euro l'uno. Non sono ancora le due di notte e per molti la serata è appena iniziata. Il centro storico per le prossime tre ore sarà in mano ai giovani.
Le famiglie che prima passeggiavano tra le bancarelle di via Cavuor o di via Curtatone e Montanara, sono già a letto da un paio di ore; le strade iniziano ad essere meno affollate, almeno quanto basta per mostrare i primi resti della serata: cumuli di rifiuti e un tappeto appiccicoso (a causa della birra e delle bibite versate per terra) di bicchieri di plastica, bottiglie di vetro, fazzoletti, posate e bucce di cocomero. Uno scenario che farà da padrone qualche ora più tardi, quando la gente dalle piazze e dalle strade sarà quasi tutta sfumata via. ALLE 2. Intorno alle due all'ingresso di via Roma si affaccia anche il prefetto Mauro Lubatti che parla al telefono e presumibilmente dà disposizioni su come gestire la serata. Poco dopo arriva una squadra della Polizia municipale composta da una decina di vigili: sono passate le due da qualche decina di minuti e le bancarelle e i locali dovrebbero essere già chiusi e aver smesso di somministrare bevande o vendere prodotti. Qualcuno, però, continua la sua attività e i vigili intervengono. I furgoni degli ambulanti iniziano a farsi largo per via Cavour e sul globo, zone ormai non più popolate dalla movida. I ragazzi, infatti, si concentrano tutti in piazza della Sala che, alle tre, è ancora stipata di giovani.
ALLE 3. I locali sono ormai tutti chiusi, ma la birra e la sangria scorrono ancora in abbondanza, riempiono i bicchieri e dissetano dal caldo. Qualcuno ne ha evidentemente abusato e si appoggia alle pareti delle case, o si mette a sedere su qualche scalino, per terra, in attesa che la sbornia passi. Nel sottofondo il suono dei jambé è costante. La squadra di vigili si affaccia intanto in via Stacceria. Deve fare largo ai camioncini e agli operai di Publiambiente che hanno iniziato a pulire il centro. Il loro lavoro si svolge praticamente in maniera circolare e concentrica: parte dalle zone più esterne, fino ad arrivare al fulcro della vita notturna: piazza della Sala.
ALLE 4. Intorno alle 4 i ragazzi per le strade sono molti meno e la maggior parte da piazza della Sala si sposta in quella che è l'ultima roccaforte della notte brava: piazzetta Romana. La Sala inizia a mostrare le rovine del venerdì Blues: sui muretti di via Stracceria, via del Lastrone, e di tutto il comparto della Sala adesso a fare da padrone è ciò che resta delle sbornie, del divertimento, delle danze: schiere di bottiglie e bicchieri di plastica, fogli e cartacce, resti di cibo e di bevande versate per terra. Il dispiegamento di operatori ecologici di Publiambiente è imponente. Solo dopo le quattro entrano sulla Sala. Iniziano a racimolare i rifiuti con le scope. Adesso il suono dei jambè lascia il passo allo scricchiolio di qualche passo incerto che, camminando, pesta bicchieri e vetri.
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