Il Tirreno

Pistoia

Luca Guiotto di Radio Diffusione Pistoia commenta la seconda serata della manifestazione

«La scelta di fare un Gods of Metal in miniatura non ha pagato»

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 PISTOIA. A commentare la serata più "metallica" del festival, ci raggiunge Luca Guiotto, conduttore del programma "Loud'n'Proud" ogni mercoledì alle 21 su Radio Diffusione Pistoia.  Facciamo una piccola panoramica del cartellone di questo secondo giorno.  «Si parte con gli italiani Labyrinth, gruppo attivo nel giro di locali "di genere" che però non è mai riuscito a sfruttare a pieno le sue potenzialità, forse perché non tutti riescono a vivere di sola musica, concentrando ogni sforzo su questo tipo di carriera. Gli Hammerfall invece continuano a fare dischi uguali fra loro, album troppo lunghi che potrebbero essere dei bellissimi ep da 4-5 pezzi. Dal vivo spaccano, sono molto sincronizzati e tengono benissimo il palco, soprattutto quando si buttano nel buon vecchio power metal melodico. Stesso discorso per i Gammaray, gruppo dal sound definito che alla lunga può però risultare palloso, infatti stasera mi sono piaciuti poco. I Queensrÿche, infine, sono stati uno dei primi gruppi a inserire le tastiere nel metal, già nell '85: non è musica di facile ascolto, però stimola lo spettatore e stasera hanno dimostrato di essere un gradino sopra gli altri. Se i primi tre gruppi hanno suonato metal, loro hanno fatto "musica"».  Vista l'importanza dei nomi in cartellone e la scelta di puntare su più fasce e nicchie di pubblico nel corso delle cinque serate, cosa ne pensi della risposta del pubblico?  «Mi aspettavo una presenza più massiccia. Hanno deciso di fare due giorni che hanno poco a che vedere col "Blues" ricreando una specie di Gods of Metal in miniatura con i problemi che derivano dallo stato di "concorrenza" creato col vero Gods of Metal. Stasera non ho visto molte delle persone che frequentavano tutti i giorni le precedenti edizioni del Blues, forse a causa dell'offerta musicale legata a generi diversi, come il metal, che comunque godono di un ricambio generazionale quasi ininterrotto, e quindi di uno zoccolo duro di fan che però speravo fosse più esteso».  Consigli per l'ascolto/acquisto dei Queensrÿche?  «Li consiglierei tutti, ma soprattutto "Operation: Mindcrime" del 1988 o "Empire" di due anni più recente. Stasera hanno eseguito il singolo "Empire", tratto dall'omonimo album,: l'avevo già sentito a Bologna ma stasera mi sono venute le lacrime agli occhi». M.G.

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