Il Tirreno

Pistoia

Accusato di evasione dai domiciliari era a pranzo a due metri da casa: assolto

L’avvocato difensore Vito Di Berardino
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L’avvocato difensore Vito Di Berardino

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 PISTOIA. Era a pranzo con i familiari nella stanza separata dalla parte principale della casa colonica da una scala larga un paio di metri. E per quel paio di metri, per lui, che si trovava agli arresti domiciliari, si erano aperte nuovamente le porte del carcere.  Accusato di evasione, l'altra mattina, Daniele Zara, 40 anni, è stato però assolto dal giudice monocratico del tribunale di Pistoia, accogliendo quella tesi che fin dall'inizio era stata dell'avvocato difensore, Vito Di Berardino: sulla base della perizia commissionata a un ctu, il giudice, Luciano Costantini, ha ritenuto che le caratteristiche del locale dove l'imputato stava pranzando al momento del controllo da parte dei carabinieri, nonché la ridotta distanza dalla casa principale, possano farlo considerare come luogo "destinato ad ospitare la vita domestica e privata": in poche parole, parte integrante del domicilio.  L'episodio risale al 12 ottobre 2005, quando Zara, necroforo all'ospedale di Pistoia, si trovava agli arresti per l'inchiesta sulle mazzette all'obitorio. La denuncia per evasione gli costò oltre 20 giorni di carcere e un paio di mesi di arresti domiciliari: tramite il suo legale presenterà la richiesta di risarcimento per ingiusta detenzione.

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di Redazione web