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GUIDA AL PROGRESSIVE
Porcupine Tree, i migliori
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PISTOIA. Collaboratore per l'organizzazione del Pistoia Festival da molti anni, esperto di musica progressive e grandissimo estimatore dei Porcupine Tree, Luigi Marasti ha commentato per noi la prima serata del festival, guidandoci all'ascolto di quella che secondo lui è la migliore rock band in attività, non solo in ambito progressive. Cosa li pone un gradino sopra gli altri gruppi contemporanei? «Innanzitutto la loro resa sonora, sia in studio sia live, come dimostra il loro ultimo dvd uscito quest'anno, "Anesthetize - Live in Tilburg". Durante il tour italiano dello scorso anno sono riuscito a vederli a Bologna in una serata dedicata esclusivamente a loro. Il pubblico pistoiese - o comunque il pubblico medio italiano, aggiungo io - non era pronto all'arrivo di questo gruppo, forse perché manca un certo tipo di cultura musicale diffusa, legata ad alcuni generi e ai loro più grandi esponenti. I Porcupine Tree, sono una grandissima band, lo hanno dimostrato anche stasera. Una band che ha nel frontman carismatico, Steven Wilson e nel batterista Gavin Harrison le due componenti essenziali alla creazione del sound e delle complesse dinamiche che si avvicendano nelle loro canzoni; senza dimenticare il "tappeto sonoro" realizzato dalla tastiera di Richard Barbieri». Arrivati a fine esibizione, entusiasti per aver assistito ad una grande performance, come è possibile definire la loro musica? «Ho letto alcune interviste in cui Steven Wilson affermava di non riconoscersi nell'etichetta "progressive" ma in altre dai nomi più specifici - "ambitious music" è il termine usato dallo stesso Wilson durante la chiacchierata pre-live. Quello che più sorprende è l'amalgama sonora, la capacità di fare musica utilizzando perizie tecniche mai fini a se stesse, come invece accade ormai da molti anni a gruppi come Dream Theater. L'ultimo album, "The incident", nasce poi da un episodio che vede protagonista lo stesso Wilson: sembra che mentre stesse guidando, una sera, abbia avuto una visione. Avrebbe visto alcune persone, sedute nel retro della sua macchina, delle "presenze"; quando, dopo qualche metro, ha dovuto rallentare a causa di un incidente stradale, ha riconosciuto nei volti delle persone riverse al suolo a causa dello scontro, le stesse "presenze" viste in precedenza». Di quale album consiglieresti l'acquisto o il semplice ascolto? «A parte l'ultimo bellissimo dvd, consiglio i due album che precedono "The incident" ovvero "Fear of a blank planet" del 2007 e "Deadwing" del 2005. Da ascoltare anche un gruppo che ha molto ispirato il loro sound: i Fates Warning». M.G.
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