Il Tirreno

Pistoia

In centro più movida che blues

Marta Quilici
A fianco piazza della Sala In basso da sinistra Ceccherini e Mingrone Toci e Righi sotto Gorini e Calabrese Cavaciocchi e Grilli A destra Luigi Marasti
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A fianco piazza della Sala In basso da sinistra Ceccherini e Mingrone Toci e Righi sotto Gorini e Calabrese Cavaciocchi e Grilli A destra Luigi Marasti

Giovani molto interessati alla vita della città, meno ai concerti in piazza

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 PISTOIA. Un bicchiere di birra, un po' di musica, qualche jambè: il popolo del blues si mischia alla ormai consolidata movida estiva pistoiese in una cinque giorni che si sta avvicinando al suo climax, previsto tra stasera e domani.  La prima notte blues della trentunesima edizione del festival, per le vie della città c'era, come sempre, un po' di tutto: molti ragazzi pistoiesi, in gran parte più interessati alla movida che alla musica, ma anche tanti giovani da fuori provincia, la maggior parte dei quali, invece, interessati ai Purcupine Tree, Anathema, North Atlantic Oscilation sul palco. Alcuni li hanno ascoltati da sotto il palco, come Michele Mingone e Catia Ceccherini, di Firenze: «Ormai per me il Blues - spiega Michele - è un appuntamento che si ripete da una decina di anni. A Pistoia ho visto Patti Smith, i Jethro Tull e tanti altri. Questa sera siamo venuti per ascoltare gli Anathema. Ci interessavano anche i Purcupine Tree, anche se, a dire la verità, mi sono sembrati un po' freddi sul palco».  «Ci piacerebbe tornare - aggiunge Catia - per il concerto di Dweezil Zappa, ma non so se ce la faremo. Il programma di quest'anno è interessante, ma purtroppo, il biglietto è un po' caro». C'è anche, però, chi si accontenta di ascoltare i musicisti dalle transenne di via Roma: «Siamo venuti qua per la musica - spiegano Angelica Toci e Davide Righi, di Sesto Fiorentino -, ma non abbiamo fatto i biglietti perché in questo periodo ne stiamo comprando un po' troppi! Abbiamo ascoltato i gruppi fuori da piazza Duomo: si sente bene lo stesso. Lavoriamo nel mondo della musica e per il programma di questa edizione del Blues ci interessano soprattutto le prime due serate».  Le proposte di quest'anno sul palco di piazza Duomo, piacciono meno, invece, ai pistoiesi. «Il genere di musica mi piace e lo seguo abbastanza, ma le proposte di quest'anno non mi attirano molto - spiega Luca Chiappini -. Mancano un po' di nomi di richiamo. L'unico che mi interessa un po' di più è Mario Biondi, anche se è quello meno attinente al resto del programma».  «Il Blues per Pistoia è ormai una tradizione - aggiunge Pierdomenico Reitano -. Veniamo in centro per l'atmosfera che si crea, indipendentemente dai concerti in piazza». Alcuni ascoltano la musica e altri la suonano: «Ho portato con me il mio bongo - afferma Fabio Cavaciocchi, di Pistoia -: tra poco mi metterò a suonare da qualche parte, da solo, o insieme ad altri ragazzi». Con Fabio c'è anche Leonardo Grilli: «Sono di Montecatini - spiega - e questa è la prima volta che vengo a Pistoia durante il Blues. Per adesso mi piace, ma bisognerà vedere come si evolve». «Il Blues per i ragazzi pistoiesi è soprattutto un momento di aggregazione - commenta Federico Cecchi -: noi ci veniamo sempre, per staccare un po' e divertirsi». «È un modo per vivere Pistoia - aggiunge Andrea Daly -, per stare tra la gente. Per quanto riguarda il programma del palco, a me non piace molto. Questo genere di musica non è proprio il mio preferito, posso ascoltarlo per dieci minuti, ma non un intero concerto non mi interessa».  Un inizio più graduale, quello dell'edizione di quest'anno del festival, diluito in cinque giornate invece delle tre tradizionali. «Forse con l'arrivo delle bancarelle nel fine settimana arriverà ancora più gente - afferma Sara Gorini -. Per adesso non ce n'è molta». Con lei, Martina Calabrese: «Noi - aggiunge - la sera veniamo quasi sempre in centro, e a maggior ragione per il Blues. Comunque ci aspettavamo più gente: forse potevano prevedere le bancarelle già dalla prima sera, invece che da venerdì».

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