Il Tirreno

Pistoia

Provincia preoccupata alla presentazione dei dati 2008-09 dell’Osservatorio

Allarme classi affollate

B.F.
Studenti in classe con l’insegnante
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Studenti in classe con l’insegnante

Con i tagli del governo da 27 a 30 alunni per aula

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 PISTOIA. L'osservatorio scolastico provinciale pubblica il rapporto sulla scuola pistoiese per l'anno 2008/09. «L'analisi dei dati - spiega l'assessore all'istruzione della Provincia Paolo Magnanensi - ha una doppia chiave di lettura, è indirizzata sia all'ente locale che al singolo dirigente. I risultati emersi aiutano a comprendere i punti di forza e di debolezza del sistema, migliorando così la qualità dei nostri istituti. Quest'anno anche l'edilizia scolastica entra a far parte del report, un rilevamento inedito sia per noi che per l'intera Toscana».  Il lavoro di monitoraggio ritrae una situazione in linea con le tendenze regionali per quanto riguarda il numero di studenti presenti nelle classi, con una media condivisa di 21 unità. Le preoccupazioni però non mancano, l'ultima ordinanza ministeriale infatti alza la soglia ben oltre i dati attualmente registrati dall'osservatorio.  «Per la primaria - dice Magnanensi - si parla di 27 bambini, 6 in più rispetto a quelli di adesso. Stesso discorso per le medie e le secondarie. Questo comporta una serie di problemi a livello locale, è un classico modo per scaricare sulle periferie ciò che non viene risolto dal governo centrale. La scuola non è fatta di gomma, le aule che abbiamo non possono essere cambiate o allargate. Anche l'insegnante più motivato poi non riuscirebbe a seguire nel migliore dei modi 30 alunni».  I sei anni di interrogazioni e rielaborazioni su questa preziosa banca dati relativa agli studenti dai 6 ai 18 anni sono anche uno strumento contro la dispersione scolastica, fenomeno su cui Pistoia può ritenersi soddisfatta. A incidere sul dato sono diversi fattori, primo tra tutti la percentuale degli alunni in ritardo. In questo ultimo report si evidenzia una costante crescita per le bocciature nel triennio delle superiori, con un aumento rispetto al grado precedente del 17% (dal 16,9% di ritardi in terza media, al 33,9% nella terza di II livello). Il lavoro svolto dai dirigenti scolastici, dai tutor, dal centro per l'impiego e dai servizi comunali e provinciali su questi casi permette di contenere la dispersione dei ragazzi in difficoltà.  «La nostra situazione per quanto riguarda gli abbandoni è ottimale rispetto ad altre zone italiane - dice Stella Niccolai, presidente dell'osservatorio e dirigente del 2º circolo di Quarrata - Gli alunni che interrompono gli studi possiamo dire di conoscerli per nome. Molto di ciò che è il successo scolastico e anche lavorativo si gioca durante gli anni scolastici di base. Ecco perchè è necessario investire sull'orientamento soprattutto in terza media. I casi maggiori di ritiro dagli studi si registrano negli istituti professionali che, solitamente, sono scelti da molti alunni passati alle superiori col 6».

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