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Pistoia

Erbicidi nel Falchereto

Marta Quilici
Erbicidi nel Falchereto

Il Wwf: «Nel bacino sostanze nocive per la salute»

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Erbicidi, diserbanti, sostanze pericolose e potenzialmente cancerogene nel bacino idrico del Falchereto, a servizio dell'acquedotto comunale. Valori fino a 900 volte superiori ai limiti di legge per le acque potabili e fino a 15 volte superiori ai limiti di emissione previsti per gli scarichi urbani e industriali.  La sostanza incriminata è il glifosate, presente nei diserbanti, tra cui il famoso Roundup, prodotto brevettato dalla Monsanto e utilizzato in agricoltura come erbicida. Questo è quanto emerge dai risultati delle analisi su quattro campioni di acqua prelevata all'interno e nei dintorni del bacino di Falchereto.  Le analisi sono state eseguite dal Consorzio vino Chianti vlassico, laboratorio autorizzato dal Ministero delle Politiche agricole e forestali, su richiesta del comitato provinciale del Wwf.

I campioni sono stati prelevati lo scorso 23 aprile in quattro punti diversi: nell'acqua del rio immissario del bacino, all'interno del bacino stesso, nell'emissario, e nei pressi dell'intersezione tra l'emissario e il torrente Stella.  Per quanto riguarda l'acqua prelevata all'interno del bacino la concentrazione di glifosate è di 90 microgrammi al litro, contro il limite di legge per le acque potabili di 0,1 microgrammi al litro. «Si tratta - spiega Pierluigi Palandri, coordinatore delle guardie ambientali e vicepresidente del comitato pistoiese del Wwf - di un valore 900 volte superiore a quello previsto per le acque potabili. Per gli altri tre campioni, il limite da prendere come riferimento non è quello per le acque potabili ma quello per le emissioni nelle acque di scarico urbane e industriali, che si attesta sugli 0,05 milligrammi al litro. Anche in questo caso i valori trovati sono superiori fino a 15 volte al limite previsto».

Infatti: nel campione prelevato nell'immissario del bacino di Falchereto, il livello di glifosate è di 0.78 milligrammi al litro (15 volte di più). In quello prelevato nel rio Farnio (zona stadio), emissario del bacino, il valore è di 0,63 milligrammi per litro (12 volte più alto del limite di 0,05 tollerato negli scarichi urbani e industriali). Nel campione prelevato all'intersezione tra il torrente Fermulla (emissario) e il torrente Stella, il valore è di 0,06 milligrammi per litro, quindi quasi in linea con i parametri di legge. «L'indagine - continua Palandri - è iniziata due anni fa, quando abbiamo notato che i campi intorno al bacino erano intrisi di diserbante e che, con la pioggia, le sostanze sgrondavano all'interno del bacino».  «La tossicità del Roundup - aggiunge Marco Beneforti, presidente del comitato pistoiese Wwf - è stata certificata sia in Argentina che in Francia. In Francia la Monsanto è stata addirittura condannata per pubblicità ingannevole in quanto reclamizzava la biodegradabilità del prodotto, cosa, evidentemente, non veritiera. Chiediamo dunque che il Ministero della Salute e dell'Ambiente, la Regione, la Asl il Comune di Quarrata, si adoperino per restringere la normativa limitando le modalità e quantità di spandimento dei fitofarmaci, soprattutto nei pressi di corsi d'acqua, abitazioni e aree pubbliche. Chiediamo anche il ritiro dal mercato della sostanza».

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