Sicurezza
Paultex, la Cgil a confronto con l'azienda
Beatrice Faragli
Gioffredi: «Ma la sentenza va rispettata, c'è da risarcire una ex dipendente»
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«Nei prossimi giorni siamo disposti a un confronto con l'azienda a patto che siano tenute ben distinte la questione lavorativa da quella del pignoramento». Daniele Gioffredi, Cgil, ribadisce la posizione del sindacato sul caso Paultex: «Si chiede di ottemperare alla sentenza senza alcuna strumentalizzazione, salvo naturalmente eventuali accordi tra le parti». La vicenda è iniziata nel 2008 quando una dipendente dello storico lanificio aglianese si è rivolta all'ufficio vertenze della Confederazione per il licenziamento subìto a seguito della maternità. Il tribunale del lavoro gli ha dato ragione condannando la ditta in primo grado a un risarcimento di 30 mila euro, più 5 mila di spese processuali.
Venerdì scorso l'ufficiale giudiziario ha messo il blocco su alcuni automezzi sollevando le preoccupazioni dei 70 lavoratori impiegati nell'azienda. Il diritto al lavoro è la richiesta che lunedì mattina i dipendenti stessi hanno presentato alle porte del tribunale, prima di un incontro diretto col giudice dell'esecuzione e con l'assessore allo sviluppo economico Paolo Magnanensi. «Riteniamo - afferma Gioffredi - che le sentenze debbano essere rispettate. Inoltre quelle sul lavoro sono esecutive fin dal primo grado quindi non c'era da aspettare il verdetto d'appello per il risarcimento. Comprendiamo la preoccupazione dei lavoratori ma se l'azienda avesse pagato tutto questo non sarebbe successo. I due ambiti non vanno in alcun modo mischiati. Da una parte infatti c'è un provvedimento del Tribunale su cui non si deve discutere. La crisi del tessile dev'essere ben distinta dal primo episodio.
Quando in passato la Paultex ha usufruito degli ammortizzatori sociali noi abbiamo ovviamente cercato di tenere dentro e tutelare tutti i dipendenti. La sentenza del 2008 però deve essere considerata come singolo caso su cui intervenire. Non si può usare questa vicenda per dire che ci sono problemi sul lavoro». La paura di un'interruzione dell'attività dovuta al blocco dei mezzi pignorati si era diffusa tra Agliana e Montemurlo (le due unità produttive della ditta) già dal venerdì mattina. Ad oggi però il lavoro prosegue senza alcuna sospensione.
Venerdì scorso l'ufficiale giudiziario ha messo il blocco su alcuni automezzi sollevando le preoccupazioni dei 70 lavoratori impiegati nell'azienda. Il diritto al lavoro è la richiesta che lunedì mattina i dipendenti stessi hanno presentato alle porte del tribunale, prima di un incontro diretto col giudice dell'esecuzione e con l'assessore allo sviluppo economico Paolo Magnanensi. «Riteniamo - afferma Gioffredi - che le sentenze debbano essere rispettate. Inoltre quelle sul lavoro sono esecutive fin dal primo grado quindi non c'era da aspettare il verdetto d'appello per il risarcimento. Comprendiamo la preoccupazione dei lavoratori ma se l'azienda avesse pagato tutto questo non sarebbe successo. I due ambiti non vanno in alcun modo mischiati. Da una parte infatti c'è un provvedimento del Tribunale su cui non si deve discutere. La crisi del tessile dev'essere ben distinta dal primo episodio.
Quando in passato la Paultex ha usufruito degli ammortizzatori sociali noi abbiamo ovviamente cercato di tenere dentro e tutelare tutti i dipendenti. La sentenza del 2008 però deve essere considerata come singolo caso su cui intervenire. Non si può usare questa vicenda per dire che ci sono problemi sul lavoro». La paura di un'interruzione dell'attività dovuta al blocco dei mezzi pignorati si era diffusa tra Agliana e Montemurlo (le due unità produttive della ditta) già dal venerdì mattina. Ad oggi però il lavoro prosegue senza alcuna sospensione.
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