Sicurezza
Fermento al Liceo classico Forteguerri, previste aule con 27-30 alunni. Le famiglie sperano nel Tar
No dei genitori al taglio delle classi
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Nella foto piccola la preside Rita Flamma Sopra studenti del Liceo classico Soppressa una 5ª ginnasio, preside costretta a tirare a sorte tra gli studenti
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PISTOIA. Classi con 27-30 alunni anziché 25 nelle scuole superiori. La circolare governativa dello scorso aprile, che comporta anche tagli di insegnanti, è già oggetto di un ricorso al Tar, la cui sentenza è attesa per il 19 luglio. I ricorrenti hanno impugnato la decisione ministeriale proprio perché si tratta di una circolare, non supportata da un decreto legge. Intanto però, conclusi gli esami, i presidi sono alle prese con la definizione degli organici ed iniziano ad affiorare i primi problemi. Per esempio al Liceo classico Forteguerri, dove la preside Rita Flamma ha dovuto tagliare una quarta ginnasio. In pratica, delle tre sezioni di quarta di quest'anno, resteranno due quinte il prossimo anno. Una decisione che non è piaciuta alle famiglie degli studenti, ma neppure ad alcuni docenti, visto che il taglio comporterà la sparizione di una cattedra. Proprio in questi giorni si stanno riunendo consigli di classe e d'istituto per cercare una soluzione che sia più indolore possibile. Una soluzione simile la preside l'ha dovuta adottare nel triennio di classico, dove a settembre si partirà con una seconda in meno rispetto alle prime di quest'anno. «A noi non è piaciuto il fatto che la preside abbia preso la decisione attraverso un'estrazione a sorte fra le tre sezioni», dice Gianna Mannori, genitore di uno dei 14 ragazzi in esubero che dovranno essere distribuiti fra le due sezioni di quinta. «Avremmo preferito un confronto preliminare fra tutte le famiglie prima di prendere una decisione. Comprendiamo bene i problemi legati alla novità del numero di studenti per classe, ma una soluzione diversa andava trovata, anche perché la cattedra persa appartiene a una docente che è stata fondamentale quest'anno e si perderà la continuità didattica». I genitori hanno proposto di portare i 14 ragazzi in esubero in una delle due sezioni di quinta che rimarranno con la docente di ruolo che verrebbe recuperata, grazie al fatto che in questa sezione l'insegnante non è di ruolo ma precaria. La situazione è in divenire e molto dipenderà da come andrà il ricorso al Tar a livello nazionale. Ma c'è anche un'altra complicazione che riguarda il liceo Forteguerri: l'edilizia scolastica, cioè, in pratica, la Provincia, competente in materia. «Molte aule non sono perfettamente a norma in materia di spazi e sicurezza - dice la preside Rita Flamma - per cui si profilano problemi per trovare spazio a queste super-classi. E' un problema grosso che dovremmo affrontare con l'ufficio scolastico provinciale». Una gatta da pelare per la preside del Forteguerri, proprio negli ultimi giorni di lavoro prima del pensionamento. Quanto alla decisione sul taglio di una sezione al ginnasio, Flamma dice che «i numeri nuovi ci vengono imposti da una circolare e con 54 iscritti, salvo deroghe particolari dovute a presenza di portatori di handicap o situazioni come quelle della sicurezza dei locali, siamo costretti a formare 2 classi di 27. E pur comprendendo e volendo accogliere per quanto possiamo le esigenze dei genitori, nel fare l'organico ho anche un'assunzione di responsabilità di natura economica». Comunque restano margini per trovare una soluzione diversa: il primo di tipo nazionale legato al ricorso al Tar e al suo esito, l'altro che attiene all'istituto di Corso Gramsci e ai problemi delle aule, per il quale la preside dovrà verificare la situazione insieme a Provincia e Provveditorato.
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