La manifestazione
«Confermo: faremo appello»
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Polizia municipale di Agliana nel caos dopo la sentenza del TarIl comandante Nesti ammette: questa situazione crea problemi
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AGLIANA. «Probabilmente ricorreremo in appello». Così Alessandro Andrea Nesti risponde alla sentenza del Tar che annulla la sua nomina a capo della Polizia municipale e condanna il Comune al risarcimento di Mauro Goduto, secondo nel concorso del 1999. Il sindaco Eleanna Ciampolini due giorni fa aveva espresso la stessa intenzione. Anche se il confronto con i rispettivi avvocati (Ermanno Bujani per il Nesti e Cecilia Turco per l'ente locale) non c'è stato, «la situazione attuale - spiega il comandante - ci impone di andare avanti e di fare qualcosa». La sentenza arriva come una doccia fredda sul capo dei vigili urbani: «Questo errore di forma - dice - mi sta creando sicuramente dei problemi. Io e i miei legali davamo la questione già per risolta. All'epoca dei fatti venne addirittura aperta un'indagine da parte della procura, finita poi in un'archiviazione. Non furono infatti riscontrate anomalie sullo svolgimento della prova e neppure sul lavoro della commissione giudicatrice». È stato proprio quest'organo a redigere nel 2000 la graduatoria finale in cui compariva per primo Andrea Nesti, seguito a distanza di un centesimo dal dottor Mauro Goduto. All'interno del verbale riepilogativo però il Tar aveva subito evidenziato un errore: invece di un punteggio pari a 25.5 per l'elaborato scritto, realmente ottenuto dall'attuale capo della Polizia municipale, la nota segnava un 22.5. Questo è stato uno dei molteplici motivi che ha spinto l'allora aspirante capo dei vigili a rivolgersi al tribunale. «Ognuno ha diritto di procedere come meglio crede - commenta Nesti -. Capisco molto bene che vedere una distanza di punteggio così piccola unita allo sbaglio di trascrizione abbia potuto sollevare alcuni dubbi. Ritenevo però che anche a livello amministrativo la cosa non comportasse un tale risvolto. Dieci anni fa infatti la commissione, su indicazione proprio del Tar, aveva riformulato la graduatoria procedendo poi a una regolare deliberazione per la nomina». Un atto impugnato a sua volta dal secondo classificato.
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