Il Tirreno

Pistoia

Banditi arrestati a tempo di record

Il piccolo emporio di via San Felice e Piteccio, al Piestro
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Il piccolo emporio di via San Felice e Piteccio, al Piestro

Fuggono ma lasciano sul luogo della rapina il loro motorino

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 PISTOIA. Sono entrati come fossero normali clienti e hanno chiesto due panini al prosciutto. E mentre gli anziani gestori - marito e moglie - erano intenti a prepararli, uno dei due malviventi si è avvicinato di soppiatto alla cassa. «Via, via scappiamo» ha gridato l'altro quando ha visto che il complice era riuscito ad arraffare l'incasso.  Uno spintone per liberarsi da un timido tentativo di reazione, e i due sono usciti correndo dal piccolo negozio di alimentari di San Felice per dileguarsi poi per i campi retrostanti. Ma la loro fuga è durata solo poche ore. Gli investigatori della squadra mobile, al termine di un'indagine lampo diretta dal vicequestore Antonio Fusco, li hanno identificati, attesi sotto casa e ammanettati. A finire in carcere con l'accusa di rapina sono stati un 30enne pistoiese, Luca Fresta, residente nella zona di Porta al Borgo, e un 17enne albanese, anch'egli abitante in città.  La rapina è stata commessa poco dopo le 19 di giovedì al Piestro, in via San Felice, nel piccolo negozio di alimentari, nonché bar-tabacchi, gestito da Vinicio Simoni e dalla moglie Lucietta Corsini, 79 e 78 anni. I due banditi erano arrivati sul posto in sella al motorino intestato alla madre del Fresta. Dopo averlo parcheggiato dietro a dei cassonetti dei rifiuti, hanno approfittato della distrazione dei gestori per rubare l'incasso. Per fuggire hanno spintonato il Simoni, che solo afferrandosi al bancone è riuscito a non rovinare a terra.  In strada i due hanno incrociato una coppia di passanti: per paura che potessero vedere il numero di targa hanno deciso di scappare a piedi per i campi anziché riprendere il motorino. Ma non sapevano che già prima di entrare nel negozio erano stati notati mentre lo parcheggiavano. Così, quando sul posto sono arrivati gli investigatori della squadra mobile proprio dal numero di targa del veicolo sono partite le indagini. Prima è stato identificato il pistoiese maggiorenne, poi l'albanese. Una volta che, attraverso le foto segnaletiche, sono stati riconosciuti dai vari testimoni, i poliziotti sono andati ad aspettarli sotto casa. E li hanno arrestati.

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